Gli irlandesi si erano espressi negativamene nel giugno del 2008 e avevano messo in stallo il processo di integrazione europeo. Ieri, il primo ministro Brian Cowen ha annunciato il nuovo referendum che si terrà il 2 ottobre di questo anno. Il no alla ratifica del Trattato di Lisbona era dovuto al timore di possibili ingerenze di Bruxelles su temi di politica fiscale, aborto, diritto di famiglia, neutralità militare.
Nell’ annunciare la decisione in Parlamento, Cowen ha confermato le «garanzie legali» ottenute dall’ Irlanda al Consiglio europeo del mese scorso: “Credo che le nostre preoccupazioni siano state prese in considerazione sotto forma di garanzie legali. Su questa base raccomando al governo di restituire la parola agli elettori per cercare di ratificare il Trattato di Lisbona”.
Il 19 giugno a Bruxelles Cowen aveva fatto approvare un documento che diventerà un protocollo da allegare al Trattato di Lisbona e che comprende anche garanzie in materia di diritti sociali. Per ragioni procedurali, il protocollo verrà effettivamente allegato alla nuova Carta europea in occasione del prossimo ingresso di un nuovo membro nell’ Unione. Oltre che in Irlanda, il processo di ratifica del Trattato di Lisbona non è ancora concluso in Repubblica Ceca, Polonia e Germania.
Il primo luglio anche la Germania ha espresso le sue perplessità. La Consulta federale ha deliberato ieri che il Trattato europeo di Lisbona è sì compatibile con la legge fondamentale tedesca, ma solo se verrà integrato da una legge nazionale che garantisca anche in futuro competenze, poteri e indipendenza del Bundestag, il Parlamento federale. Quindi la ratifica tedesca del trattato è bloccata, e lo resterà almeno finché – in una seduta straordinaria, convocata per fine agosto i legislatori non tenteranno di accordarsi in extremis sul relativo testo di legge richiesto dai giudici supremi.
Alla fine cosa è il Trattato di Lisbona? Non è facile comprenderlo. Alcuni sostengono sia un ulteriore passo avanti verso l’integrazione europea. Altri, al contrario, affermano sia un tentativo di esautorare gli Stati per affermare un nuovo ordine mondiale.
Una cosa è certa, questo trattato non nasce con uno spirito democratico. Anzi, viene imposto in maniera dittatoriale. Ad esempio noi italiani non abbiamo potuto votare per la sua approvazione. Francia e Germania si espressero negativamente, tramite referendum, per una nuova costituzione europea. Eppure anche i cittadini francesi e tedeschi dovranno sottomettersi alle norme del trattato. Gli Irlandesi saranno richiamati al voto e, a distanza di un anno, non si capisce come qualche modifica, tra l’altro successiva alla sua ratifica, possa cambiare l’opinione della popolazione in materia.
Alcune testimonianze su youtube mostrano un parlamento europeo spaccato, durante una seduta in cui si discuteva del Trattato.
Se la comunità europea nasce sotto questi auspici non c’è niente di buono da temere.
Ma quali sono le maggiori perplessità degli oppositori?
1) Afferma il diritto europeo su quello nazionale.
Pertanto depotenzia la funzione legislativa di ogni singolo stato e impone un livello decisionale superiore. Fin qui niente di male. L’importante è che l’organo legislativo e decisionale europeo sia democratico.
2) Il potere decisionale europeo sarà gestito da 27 commissari. Uno per ogni stato. E i commissari non necessariamente devono essere eletti.
Questo non è puramente democratico. Tuttavia è in linea con la proposta di riforma berlusconiana che, forse, era una butade per verificare l’effetto sull’opinione pubblica di un “sistema” del genere.
3) Per far cadere un governo nazionale basterebbe una maggioranza semplice, mentre per far cadere la commissione è necessaria la maggioranza assoluta del parlamento europeo
4) Il Trattato di Lisbona, in politica estera prevede sia “missioni di pace” sia “missioni offensive”
Questo punto dovrebbe far riflettere poichè l’Italia, ad esempio, è un paese che per Carta Costituzionale ripudia la guerra. Come ha potuto un nostro governo ratificare il trattato senza consultare la popolazione?
5) In caso di arresto si prevede che il detenuto possa essere trasferito in qualsiasi regione europea.
6) Il Trattato prevede reciprocità agli stati europei.
Ma allora perchè Danimarca e Inghilterra continuano a stampare la loro moneta?
7) Il Trattato di Lisbona è, a tutti gli effetti, la nuova Costituzione Europea.
Come può essere ratificato da tutti gli stati e entrare in vigore quando Olanda, Francia e Germania hanno votato no alla costituzione europea?
8) Il Trattato di Lisbona prevede che sarà illegale manifestare contro l’Unione Europea.
Ciò che non è crtiticabile non è nemmeno migliorabile. E ciò che non è migliorabile o è perfetto o già nasce sbagliato!
9) Il Trattato di Lisbona reintroduce la pena di morte.
Questo tecnicismo sofisticato viene spiegato da Gilulietto Chiesa in maniera egregia a questo link.
Non so per quale recondito motivo ma comincioa a comprendere come mai Jean Monet affermava: Le nazioni europee dovrebbero essere guidate verso il super stato senza che i popoli sappiano cosa stia accadendo.
Anche perchè, se le popolazioni lo venissero a sapere, col cavolo che rimarrebbero silenti all’annullamento dei loro stati nazionali e dei loro diritti. Prima di cadere nella trappola della massoneria europea che vuole e pretende il Nuovo Ordine Mondiale, sarebbe consigliabile che tutti leggessero il trattato e si rendessero conto che tipologia di truffa rappresenta.
E’ tuttavia possibile che queste considerazioni vengano da fonti non attendibili dei soliti reazionari di sinistra? Forse, ma in questo caso le denunce riportare vengono anche da persone affiliate a Forza Nuova. Da un’altra angolazione, anche nel parlamento europeo ci sono state serie proteste, per non dire scontri, quando si è parlato del Trattato. Ma questo le televisioni nazionali non lo hanno riportato.
Così come è stato concepito il Tratto di Lisbona depotenzia gli Stati, togliendo loro magistratura, controllo del sistema fiscale, forza militare, potere legislativo. Inoltre, annulla alcuni diritti che sono stato frutto di anni di “esercizio democratico” all’interno degli stati stessi.
E’ questa l’europa che volevamo?
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Un uomo che pensava ad un mondo libero e democratico. Un uomo che ha espresso dissenso contro massoneria e organizzazioni segrete.
Un uomo che ha tentato di contrastare i poteri della FED e gli interessi privati dei suoi proprietari.
Un uomo che oggi non c'è, ma che ci ha lasciato idee e valori per costruire un mondo realmente libero e democratico.
