G8: Carla Bruni e Mara Carfagna, il mancato incontro delle first lady

(Foto e Video dell’arrivo della Bruni a L’Aquila sono in fondo al post)

Il G8 è alle porte e già arriva la prima defezione ufficiale d’oltralpe. Carla Bruni non andrà a Roma assieme alle altre mogli dei capi di stato. Lei afferma che “il G8 è all’Aquila dove la terra ha tremato”, non a Roma. E’ per questo che la moglie del presidente francese Nicolas Sarkozy, sempre molto legata alle sue radici italiane, non parteciperà al programma romano per le first lady. Intende stare con la gente che soffre, fra le rovine.

Niente visita in Vaticano e niente visita al Quirinale. La Bruni si recherà presso qualche tendopoli, nel centro della città e in particolare all’ospedale San Salvatore. Poi nella chiesa di Santa Maria del Suffragio, la cui ricostruzione sarà patrocinata dalla Francia.

Carla Bruni è una donna di sinistra che spesso è stata in contrapposizione con il governo italiano. In particolare prese una netta posizione sui reduci degli anni di piombo rifugiati in Francia, tra cui c’era l’ex brigatista e sua amica Marina Petrella. Ufficialmente Carla vuole “stare fra la gente colpita, sincerarsi delle sue condizioni, delle loro condizioni psicologiche”.

La sua scelta fa termare più di qualche esponente del governo italiano e vuole marcare una netta posizione di distacco. Carla Bruni sa bene che le condizioni psicologiche delle persone che vivono nelle tendopoli abruzzesi sono molto “compromesse”. Così come sa bene che i convivi mondani delle First lady del mondo non sono ben visti dalla sinistra di nessun  paese.

Inoltre è consapevole del rischio di un confronto giornalistico tra la sua persona e quella di Mara Carfagna. Paragone che suonerebbe come un offesa alla Francia intera.

Il problema sta tutto nell’attuale situazione matrimoniale di Silvio Berlusconi che gli impedisce di avere la propria consorte, Veronica Lario, a ricevere le altre mogli dei presidenti del G8. A Roma, gli onori di casa saranno fatti dalla moglie del Presidente della Repubblica e dal Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna.

Questa scelta denota un cattivo gusto, tutto italiano, che, forse, sarebbe troppo per la popolazione francese. Sicuramente la stampa internazionale rimarcherà questa decisione.

Sia Carla, sia Mara hanno un passato nel mondo dello spettacolo. Entrambe sono due belle donne. Sono eleganti e suscitano l’interesse e l’ammirazione della stampa. Però un confronto d’immagine tra queste due donne non s’ha da fare. Questo Carla Bruni lo sa bene e lo sa anche il governo francese.

Lei è la premiere dame, mentre Mara Carfagna non lo è. Inoltre, la Carfagna è stata oggetto di polemiche per una sua presunta relazione con Silvio Berlusconi. Questo già all’epoca della sua nomina a ministro. Il Ministro reagì come nel miglior stile berlusconiano. Non rispose alle critiche, fece finta di nulla e continuò il suo lavoro come se niente fosse. Esattamente la stessa strategia del Presidente del Consiglio di oggi.

Il problema è che gli scandali sessuali odierni del Premier modificano anche l’ottica dello scandalo precedente. Silvio Berlusconi viene accusato di intrattenersi con “escort”, pagate per allietare lui ed i suoi ospiti. Il compenso minimo per queste feste sarebbe di 1.000 euro per la cena ed i balli di corte. Il dopocena sarebbe retribuito con maggiorazioni del 1′00% sulla tariffa base. Almeno così si legge dalle dichiarazioni delle escort.

Se Mara Carfagna ha avuto una relazione con Silvio Berlusconi, è facile desumere che questo rapporto non si sia configurato come “un classico innamoramento”, tra una giovane donna e un uomo sposato. Al contrario, esso potrebbe essere nato dallo stesso seme di “libertinaggio gaio” che viene descritto dalle cronache giornalistiche attuali. Criticato anche dalla CEI.

Il che lascia spazio all’ipotesi che anche Mara Carfagna abbia partecipato a questi convivi. E che la sua nomina a ministro sia equiparabile alle candidature delle altre escort.

Questo pensiero è sicuramente balenato nella testa di Carla Bruni che, smentendo un luogo comune, è bella ma non è stupida. Presentarsi a Roma implicherebbe un confronto tra due belle donne italiane, ma non sottolineerebbe le sostanziali differenze tra le loro due personalità e il loro passato.

Mara non è mai stata una donna di successo nel mondo dello spettacolo, nè in tv nè al cinema. Non ha brillato come ministro. Gli unici due suoi interventi saltati alla cronaca dei giornali hanno riguardato “il mancato riconoscimento del patrocinio del gaypride” e la legge “sulla prostituzione”.

Da quanto la Carfagna è Ministro delle Pari Opportunità le aggressioni nella capitale agli omosessuali sono diventate quasi quotidiane. Il clima omofobo ha raggiunto livelli tali tanto che anche il Centro Studi Teologici di Milano ha dovuto intervenire in materia con una nota alla stampa (tra l’altro postata anche in questo blog). Mentre la legge sulla prostituzione è diventata oggetto d’imbarazzo. Quando un primo ministro viene accusato dai giornali di essere un “consumatore” di sesso a pagamento, diventa difficile che il governo da lui presieduto possa legiferare liberamente in materia. Senza contare che il Ministro stesso è stato sospettato di partecipare a tali convivi, tanto da insinuare che la sua nomina fosse dovuta più a “diversi talenti” che non a professionalità e competenza.

Dall’altro lato Carla è una donna emancipata che nel suo campo, sopratutto nella moda, ha ottenuto riconoscimenti internazionali. E’ una donna aperta di pensiero che ha saputo vivere in maniera coerente con la sua visione del mondo. Libera e libertina non ha mai avuto la necessità di nascondere il proprio stile di vita e, con esso, le proprie idee. Carla frequenta ed è amica di intellettuali, tanto da averli avvicinati all’Eliseo, combatte per cause sociali e anche per l’emancipazione degli omosessuali.

Così mentre la prima si castiga dietro a mise monacali, come per voler far dimenticare la sua storia da modella sexy di scarso successo, e cerca l’appoggio di quella parte di Chiesa sempre pronta ad accogliere nuove Maddalene, la seconda mantiene alta la propria visione del mondo, affiancando da donna di idee di sinistra un primo ministro, esponente della destra francese.

E’ questo accostamento la vera causa della defezione romana di Carla. Accostamento che Carla Bruni non vuole e che rischierebbe di metterla impropriamente sullo stesso piano di Mara Carfagna, avvicinandola a quel “pensare” italiano che umilia le donne considerandole puro oggetto estetico e vendendole come gadget divertente da compagnia. Visione femminile che in terra di Francia viene considerata pura “cecità” e deprecabile “ignoranza sociale”.

AGGIORNAMENTI: le foto dell’arrivo di Carla Bruni a L’Aquila, una sua dichirazione (Disperati ma coraggiosi), un servizio de ilcorriere.it (Sono italiana e voglio dare una mano), la visita tra le macerie.

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