Annunciatrici TV: dalle signorine buonasera al “signorino”

user_portraitNe sono passati di decenni da quanto la TV nazionale aveva affidato ad annunciatrici, sempre sorridenti e curate, il compito di informare il telespettatore sui programmi della giornata. Oggi, arriva la notizia del primo “signorino buonasera“, anche se il termine è diventato obsoleto e demodé. Frutto di una nostalgica visione di una figura che ha, ormai, rimane solo un ricordo.

Le annunciatrici del passato erano sempre perfette nella dizione, nell’abbigliamento e nella pettinatura. Quelle di oggi sembrano prese in prestito da una sfilata di moda dove, si sa, la necessità di apparire prevale sulla dizione e sulla spontaneità. Poi ci si mette la parità dei sessi che, invece di passare per emancipazione femminile, si trasforma in scimmiottamento reciproco tra sessi, basato sulla diffusione trasversale del peggior sessismo.

Non è un caso che in parlamento arrivano solo donne carine e che, gossip politico voglia, s’ingraziano la poltrona per sospetti meriti da meretrici. Così come non è un caso che, la professionalità maschile nei ruoli tipicamente femminili, passa sempre per il vecchio canale estetico. L’estetica e la prestanza fisica, tipiche virtù che hanno fondato il successo della donna in molti ruoli sociali, oggi diventano anche prerogative per il genere maschile. Ma non per tutti maschi. Quelli ricchi e di potere, infatti, continuano a possedere la bellezza senza averla. Grazie al loro pingue portafoglio. Ma queste sono alter storie, che lasciano il passo alla notizia del giorno.

Infatti, ciò che conta nel presente è che Livio Beshir, madre italiana e padre egiziano, è il nuovo annunciato­re di Rai Due. Ha studiato da attore e ha lavorato per Sat 2000 e Rai Futura. La Rai ha ri­tenuto che il suo primo annunciatore maschile dovesse anche essere di colo­re: un segno dei tempi, come si dice, sia in senso semiologico che in quello so­ciologico.

Ma che fatica: per diventare “signorino buonasera”, Livio Beshir si è laureato con lode in Scienze della Co­municazione, è diventato giornalista pubblicista, ha vinto una borsa di Stu­dio Erasmus alla Facoltà di Scienze So­ciali della Sorbonne di Parigi, ha studia­to tecniche recitative al Living Theatre e conta al suo attivo esperienze di lavoro nel teatro, nella tv, nel cinema e nella pubblicità.

Dal 2003, ogni rete Rai ha a disposizione freschi volti femminili per annunciare le tra­smissioni: dizione incerta ma facce sba­razzine da tv moderna, commerciale. So­no quelle ragazze che all’inizio pareva­no sedute su un divano letto (un divano letto?) e che poi si alzavano e puntava­no il dito contro lo schermo. Qualche nome è rimasto impigliato nelle crona­che, tipo Virginia Sanjust di Teulada o Barbara Matera. Per l’occasione, un’an­unciatrice storica come Alessandra Canale fece una scenataccia, con tanto di lacrime in diretta e prime pagine dei giornali.

Chi lo sa se, forse, anche lui dovrà sdraiarsi in un letto divano e puntare il dito con un sorriso ammaliante verso il telespettatore. O se, prima o poi, finirà sull’agenda degli appuntamenti del premier di turno. Commenti a parte, una domanda viene spontanea. Con i telecomandi che permettono di accedere a menù completi di programmazione completa per ogni singolo canale, che senso ha annunciare i programmi?

Domanda sciocca. Le signore italiane lo guarderanno pensando, in fondo, è “proprio un bel figliolo”. Le ragazzine lo cercheranno nelle serate in discoteca. I mariti lo tollereranno. E i ragazzi avranno una fila in più da fare per sfondare nel mondo dello spettacolo, come se non bastassero quelle di Amici, del Grande fratello o di Xfactor…

2 Risposte

  1. …Ma povino: ha tanto stdio e specializzazioni alle spalle, che faccia pure il signorino buonasera…
    C’è il principio delle Pari Opportunità, no? …Nel bene e nel male :)

  2. eh happy non so se sia “pari opportunità” o “para-culaggine” comunque… “signori e signore BUONASERA!”

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