Obama Medvedev: disarmo militare e accerchiamento militare

La notizia è uscita come agenzia di stampa. Dmitry Medvedev e Barack Obama firmeranno a Mosca, in occasione del vertice Russia-Stati Uniti in programma fra il sei e l’otto, un memorandum di intenti sulla riduzione degli armamenti strategici. ”Sara’ un documento quadro, che definira’ gli obiettivi per l’ulteriore lavoro necessario per definire un accordo per sostituire il Trattato per la riduzione delle armi strategiche, Start I”, ha dichiarato Sergei Prikhodko, consigliere di politica estera di Medvedev, citato dall’agenzia di stampa Itar-Tass.

Contestualmente è uscita un’altra agenzia di stampa. Il presidente russo Dmitry Medvedev e l’omologo statunitense Barack Obama hanno intenzione di firmare, la prossima settimana, un accordo sul transito del materiale militare americano verso l’Afghanistan via Russia. A dichiararlo il principale consigliere diplomatico del Cremlino, Serguei Prikhodko.

Alle ultime elzioni presidenziali gli americani hanno votato per un presidente che credevano pacifista. In realtà, così non sembra essere. Il fronte del conflitto si era spostato dall’Afghanistan all’Iraq. Oggi è stato semplicemente ricollocato in Afghanistan. Le due notizie arrivano proprio nelle ore in cui si sta compiendo una delle più dure battaglie nella valle della droga.

Sono coinvolti 4.000 soldati Usa e 650 afgani. L’operazione si chiama “Khanjar”, “colpo di spada” e mira a liberare la provincia dai talebani.

Un Marine è morto e altri sono rimasti feriti. Larry Nicholson, capo delle operazioni militari, afferma: è una «battaglia infernale». La brigata 2/8 dei marines sta avendo difficoltà nell’avanzare nel sud. Le difficoltà sono arrivate quando i marines hanno cercato di conquistare Garmsir, lungo il corso del fiume Helmand, e cercato di ripulirla dalla presenza talebana. Si tratta di una città chiave nel sud, considerato la roccaforte dei miliziani. «Una base talebana a sud di Garmsir è stata spazzata via, ma ciò non significa che il nemico sia fuggito», ha aggiunto Nicholson. Le cose vanno meglio, invece, per il battaglione 1/5 che ha incontrato una resistenza militare poco significativa e ha adesso avviato un dialogo con i consigli locali degli anziani.

Un gruppo di insorti è stato catturato nelle ultime 24 ore nella Valle di Musahi, 35 chilometri a sud di Kabul, in un’operazione congiunta compiuta dai militari italiani della Folgore e dai soldati dell’esercito afgano. Durante l’intervento delle truppe è stato sequestrato un buon quantitativo di armi portatili. Secondo quanto riferito dal Comando italiano a Kabul, i combattenti arrestati sarebbero tra i responsabili di molti degli attacchi compiuti nella zona contro i soldati italiani. Due militari italiani sono stati leggermente feriti in seguito ad un attacco suicida. Lo ha reso noto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi.

Su indicazione delle autorità americane, le forze pakistane hanno ridispiegato molte guardie di frontiera con il compito di impedire che i talebani attraversino il poroso confine tra la provincia di Helmand e il Pakistan – 200 km di deserto – per unirsi ai combattimenti o per rifugiarsi in Pakistan.
A Helmand ci sono già 10mila marines, 8.500 sono arrivati due mesi fa in linea con la nuova strategia del presidente americano Barack Obama. Il numero dei soldati americani è salito così a 54mila unità (di cui 37mila nel contingente Nato) a cui si aggiungeranno altri 14mila soldati entro fine anno. Gli americani useranno particolare cautela per cercare di salvaguardare la vita degli 800mila abitanti di Helmand, quasi tutti di etnia pashtun per lo più dediti all’agricoltura e alla pastorizia.

Il successo non è tuttavia assicurato. Il contingente Nato non è mai riuscito a controllare interamente la provincia, anzi, dal 2000 al 2006 (anno in cui i britannici hanno installato qualche piccola base) i talebani sono rimasti i signori di Helmand. In questo lembo di terra, sono numerosi, ben armati e finanziati. Grazie soprattutto ai proventi dell’oppio, investiti in armi in una regione dove molti clan sono dediti al contrabbando.
Ci vorrà comunque tempo. E l’operazione non sarà indolore: ieri due militari britannici sono stati uccisi da un ordigno. Quando si combatte con truppe di terra, le perdite rischiano di essere consistenti. Ma Washington è decisa: la guerra che gli Stati Uniti stanno perdendo si può vincere solo in questo modo, forse.

Data l’importanza dell’azione l’Amministrazione americana ha preso accordi di transito anche con il suo nemico di sempre la Russia. Tuttavia, è alquanto bislacco che le due nazioni si accordino da un lato per smantellare i loro arsenali di guerra e dall’altro per favorire il passaggio di armi da una nazione all’altra. Paradossalmente, l’iniziativa è paragonabile ad una operazione di accerchiamento che si avvicina sempre più pericolosamente ad una terza nazione. Forse la Cina?

E’ inusuale, infine, che l’alleato del momento sia l’Italia, che è anche amica della Russia e che da sempre ha dimostrato, grazie a Silvio Berlusconi, quanto il paese a forma di stivale ci tenga a far si che tra le due nazioni scorra buon sangue. Se i due accordi verranno firmati, Caino avrà fatto pace con Abele. Giocheranno a risiko per un pò, conquistando o accerchiando differenti nazioni, fino a quando non arriveranno a scannarsi, come tradizione storica vuole, o, casomai ci aspettasse un colpo di scena, fin quando non si avventeranno sulla lupa dal cuore materno.

Una Risposta

  1. scusa se non commento ma ci tenevo a lasciarti un saluto
    buona notte un abbraccio

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