Il vizietto di Berlusconi e le tre giovani ministre: il sessismo del premier non può non coinvolgere l’intero governo

C’è un aspetto ridicolo nella vicenda Vallettopoli o Velinopoli. Ha a che fare con la presenza di ministri, donne, giovani e belle, a cui sono stati affidati ministeri importanti come quelli delle Pari Opportunità, del Turismo e della Gioventù. Le persone in questione sono Mara Carfagna, su cui la stampa ha già mosso qualche sospetto, Giorgia Meloni e Michela Vittoria Brambilla.

Su Mara Carfagna la bufera era scoppiata diversi mesi fa. Qualcuno l’ha definita la favorita del Nuovo Cesare e in tanti hanno dimostrato perplessità sulla sua nomina. In sostanza la reputavano non adeguata per esperienza e competenze al ruolo chiamata a ricoprire. All’epoca i suoi difensori implorarono una sorta di “sospensione del giudizio”, invitando ad attendere prima di esprimere una valutazione sull’operato del Ministro.

Ma Berlusconi se la fa con la Carfagna?” è stato uno dei primi post di questo blog. Ne seguirono altri. Poco dopo la sua pubblicazione, le insinuazioni si trasformarono in accuse non direttamente esplicite, ma pungenti, da parte dei quotidiani. Alcuni scrissero che tra le intercettazioni varie del Presidente del Consiglio, ce ne sarebbero state diverse che avrebbero visto coinvolta anche Mara Carfagna.

E’ trascorso quasi un anno e, all’epoca, nessuno avrebbe mai pensato che il Premer si potesse invischiare in scandali di natura sessuale che vedono le sue dimore trasfigurate in bordelli, lui travestito da “consumatore finale”, la sua corte agitata da magnaccia e invasa da escort pagate, per una sola notte, più di quanto un operaio percepisce in un mese intero di lavoro. Forse questo aspetto è ancora più scandaloso dell’intera vicenda.

Al momento non ci sono riscontri sui fatti. La magistratura sta indagando e, fino a prova contraria, non ci resta che leggere le dichiarazioni delle parti in causa: Patrizia D’addario e Silvio Berlusconi. Tuttavia, il verdetto sull’onorabilità di Silvio Berlusconi è già stato pronunciato. Prima da Veronica Lario, sua moglie, ora separata, che ha usato l’espressione “giovani che si immolano al drago”. Poi dalla stampa nazionale e internazionale. A seguire da diversi esponenti politici. Ultimamente anche dalla stampa legata al Vaticano e alla Chiesa Cattolica, rappresentata da Famiglia Cristiana.

Il premier non naviga in buone acque e, se da più parti i suoi sostenitori tentano timidamente di difenderlo, la maggior parte degli amici del Premier tace. Tace Mara Carfagna. Tace Giorgia Meloni. Tace Michela Vittoria Brambilla. Questo è comprensibile, ma è anche drammatico.

Da giovani donne che ricoprono cariche istituzionali di così elevato prestigio un silenzio diventa scelta quasi complice o connivente. Al contrario dovrebbero essere le prime a chiedere chiarimenti in merito. Chi se non il Ministro delle Pari Opportunità dovrebbe occuparsi di vicende che vedono coinvolte “donne” che si prostituiscono. Chi se non il Ministro della Gioventù dovrebbe richiedere spiegazioni in merito a vicende che vedono giovani coinvolte e che, volenti o nolenti, influenzano la percezione dei giovani, sia rispetto alla politica, sia rispetto ad un “esempio” improbabile di “stile di vita”. E chi, se non il Ministro del Turismo dovrebbe preoccuparsi per l’immagine all’estero del nostro paese che, nostro malgrado, è anche condizionata da questo scandalo che ha valicato alpi e oceani?

Tuttavia, prima di lasciarci trasportare da facili insinuazioni, vale la pena riflettere su un aspetto, che è anche segno di civilità democratica.

Per una volta che un governo propone a giovani di ricoprire cariche istituzionali importanti, per una volta che queste cariche sono ricoperte da donne, evento quasi straordinario in un contesto prettamente maschilista, ecco che, invece di gioire per un fatto importante dal punto di vista delle pari opportunità, ci si trova imbarazzati e con il sospetto che queste cariche non siano di merito, o un investimento sui giovani, ma siano dettate dalle strategie di letto del Presidente del Consiglio.

Nell’Italia maschilista e sessista una donna giovane e bella, così come sono avvenenti le tre ministre, fatica ad arrivare. Sulle donne non si investe, così come non si investe sui giovani. Quello che avrebbe potuto essere un merito di questo Governo, diventa una becera questione fallica. La situazione è avvilente e umiliante per le tre donne in questione e per noi cittadini.

Nessuno, infatti, può far finta di non credere che lo scandalo in questione coinvolge anche loro. Secondo gli accusatori del Premier, lui avrebbe imposto “candidature” o “cariche istituzionali” a donne di letto. Cioè a donne che hanno frequentato la sua corte e che si sono immolate al drago. Stando alle cronache anche a pagamento.

Le tre Ministre hanno avuto candidature e nomine importanti. Sono donne e sono avvenenti. E’ facile e lecito domandarsi se hanno mai fatto parte dell’harem berlusconiano e se abbiano condiviso il letto del drago.

L’unica ad essere meno colpita da questa vicenda è Giorgia Meloni. La sua attività politica non parte dall’impegno televisivo. E’ una giornalista, è stata responsabile del movimento giovanile di Alleanza Nazionale. A 15 anni ha fondato il suo primo movimento studentesco “Gli antenati”. I meriti di questo Ministro sono al di fuori di ogni sospetto.

Fatta salva la Meloni, rimangono a cavalcare l’onda anomala del gossip la Carfagna e la Brambilla. Entrambe hanno avuto una breve carriera televisiva e da modella. Aspirazione che sembrerebbe accomunare molte delle donne invitate alle feste del Premier. Le foto sexy di Mara Carfagna hanno fatto il giro del mondo da quando è diventata Ministro. La Brambilla dopo aver tentato la carriera giornalistico televisiva, si è dovuta cimentare in interviste dal taglio quasi sadomaso.

C’è da dire che Michela Vittoria Brambilla proviene da un passato professionale di imprenditrice. Il che fa pensare che qualche merito l’abbia e che questo possa essere considerato come garanzia di professionalità. Volendo, potremmo anche non farlo.

Fermo restando che il sottoscritto è felice di pensare ad una società aperta a tutti indistintamente, uomini e donne, giovani e meno giovani. Tuttavia, come è possibile non pensare che questo scandalo che vede coinvolto Silvio Berlusconi, esposto al pubblico giudizio, non intacchi anche la credibilità di queste nomine ministeriali?

Come è possibile non domandarsi se alcune di queste candidature siano frutto di “lungimiranza sociale” e non di “interesse privato e sessista”? E’ talmente lecito ipotizzare che il disprezzo per le donne del premier possa essere tale da non far sconti a nessuna donna, nemmeno alle sue Ministre, che la rivista Micromega ha lanciato un appello alle first lady, chiedendo loro di non partecipare al G8.

Questo, come segno di protesta per il modo con cui il Presidente del Consiglio italiano disprezza le donne nella sua vita pubblica e privata.

Volente o nolente non rimangono che due conclusioni. O si ipotizza che, facendo gli opportuni distinguo, anche in mezzo a queste nomine il disprezzo sessista di Berlusconi abbia prevalso sulle qualità umane. O, in caso contrario, il Presidente del Consiglio, prima o poi, dovrà scusarsi non solo con la sua famiglia e con l’Italia intera, ma anche con le tre Ministre, per il danno loro recato avendole esposte in maniera così maldestra e deprecabile nelle sue nefandezze. Cosa ancor più tragica, facendo pesare loro l’unica “non colpa” che, al momento, è loro imputabile, cioè quella di essere donne.

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