Messner e il suo Nanga Parbat: La Montagna del Destino

http://www.geomondadori.com/copertina/978883706501-GRA-GM-53/copertina.jpg“Nanga Parbat La montagna del destino” è uscito il libro di Reinhold Messner Nanga Parbat.

Non è un semplice libro di alpinismo o di storia dell’alpinismo.  Sfogliarlo equivale ad un gioco statico sulle montagne russe: da un lato si è portati in alto dalla fantasia e dall’immaginario di luoghi inaccessibili, dall’altro lato si cade a terra, con animo realista, leggendo di storie di vita e di morte.

Messner è più di un alpinista, questo lo sappiamo tutti. E’ un uomo che ha dedicato la sua intera vita alla montagna ed alla sua passione e lo ha fatto egregiamente collezionando primati e successi. Di certo non mi sto esprimendo sull’uomo, che non ho mai avuto la fortuna di conoscere, ma sullo scalatore.

Il Nanga Parbat non è solo una scalata, una delle tante vette raggiunte, forse una delle più significative, sicuramente è “la vetta” di un addio. E’ una cima che rappresenta una svolta nella vita dell’autore. Lì Messner perse il fratello e per 35 anni fu accusato di averne sacrificato la vita per il successo.

Solo quando il corpo di Guenther venne ritrovato, il chiacchiericcio lasciò lo spazio alla verità della tragedia. Qualcuno parlò di riabilitazione di Rehinold, ma non credo il termine sia corretto. Una persona che non ha colpe o responsabilità non può riabilitarsi. E’ semplicemente a posto con se stessa e la sua coscienza. In fondo, questa triste vicenda, è la dimostrazione che l’alpinismo è fatto di uomini eccezionali (per caratteristiche fisiche e tempra), tuttavia umani nell’interpretazione della vita quotidiana.

Ribadendo la sua verità, la storia ed i fatti legati alla vicenda del fratello, Rehinold ripercorre anche la storia della montagna. Una storia avvicente, ma ricca di tragedie, polemiche e, volendo, anche scontri. Basti pensare alle recenti polemiche legate alla morte di Karl Unterkircher e ai soccorsi dei suoi due compagni.

Chi ama il genere e ama la montagna troverà piacere nel leggere la storia di Messner, ma prima di tutto la storia del Nanga Parbat. Le foto sono veramente spettacolari.  Infine, alla fine del libro, troverete le iniziative solidali sostenute e create da Messner per difendere e aiutare i popoli delle montagne e trasmettere la cultura della montagna.

Qui potete ordinarlo on line, mentre a questo link potete trovare non solo il libro ma anche qualche informazione in più sulle attività di Messner. Se volete vedere la sua intervista a “Che tempo che fa’” su rai tre cliccate qua.

6 Risposte

  1. R. Messner è uno di quegli uomini che mi fanno sentire una piccola borgehese da scrivania!

  2. ahahahahah!!!! Non sai quanto mi piacerebbe averne fatta una sola delle sue vette! Macchè mi viene il fiatone dopo 5 secondi di corsa!!!

  3. Credo sia sopratutto, un concentrato d’emozioni. Chi ha provato l’emozione della montagna ma anche chi ha imparato a sentirsi addosso, l’abbraccio della natura e la sua semplicità.
    Il personaggio Messner, si può amarlo o detestarlo ma è sicuramente un uomo che nella vita è andato fino in fondo, senza compromessi, esattamente come Ambrogio Fogar.
    da parte mia, massimo rispetto e ammirazione, per tutti e due.

  4. gandolini concordo con te!

  5. Già… A me la scrivania mi ditrugge fisicamente, sì, fisicamente… Ma anche e soprattutto moralmente… Mi fa desiderare gli ampi spazi e il volo senza confini (Cfr il mio avatar…)

  6. Ahahahahah quale la carota spelacchiata?!?!
    No la colomba… ma se volete vederlo andate su splinder!!!!

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