Crisi economico finanziaria: SOS banche ma il signoraggio?

Il termine SIGNORAGGIO non viene quasi mai citato dalla stampa o dai media. Sono pochi i programmi televisivi che ne hanno parlato e, a parte qualche giornalista intraprendente o scomodo, nessuno ha mai spiegato veramente al grande pubblico cosa sia. E’ interessante che nemmeno oggi, quando tutti i capi di stato si apprestano a salvare i rispettivi sistemi bancari, tutti continuino a non parlarne. Più che interessante è scandaloso.

Che cosa è il signoraggio? Procediamo per gradi. 

Oggi la moneta non viene stampata dai governi, ma dalle banche centrali. Queste ultime non sono pubbliche, ma private. E’ come dire che “Giovanni Rossi”, soggetto privato, stampa la moneta con cui noi giornalmente acquistiamo e paghiamo. Nessun governo decide quanta moneta stampare. Sono le banche centrali a deciderlo.

Dove guadagnano? Guadagnano nella differenza che esiste tra il costo di una unità di moneta e il suo valore di mercato, cioè il suo potere di acquisto. Se stampare una moneta da un euro costa 10 centesimi, loro immettono nel mercato 1 euro di valore che però costa loro 10 centesimi. Praticamente guadagnano 90 centesimi.

Non è un’innovazione del mondo di oggi. Il signoraggio è sempre esistito anche quando le monete erano d’oro e le emetteva il signore di turno applicandovi la sua effigie. Così come è normale che il valore intrinseco di una moneta sia inferiore al suo potere d’acquisto. Queste differenze si sintetizzano con i termini Valore intrinseco e Valore nominale. La moneta di un euro ha un valore intrinseco di 15 centesimi (quello che costa produrla) e un valore nominale di 1 euro (il suo potere di acquisto).

La differenza tra il costo di produzione delle monete o banconote e il loro valore nominale è l’esatto valore del signoraggio. Ovviamente chi crea moneta tende a segnare un valore nominale più alto possibile rispetto al valore intrinseco, altrimenti ci rimette.

Chi sono i signori di oggi: la BCE in Europa e la Federal Reserve negli USA. Istituti che hanno un potere enorme. Infatti questi organi privati (tutte le Banche Centrali sono private) possono ricattare o comunque influenzare intere Nazioni. Basti pensare che la Banca Mondiale (di proprietà della Federal Reserve e della Banca d’Inghilterra, a loro volta tutt’e due private e padrone anche del Fondo Monetario Internazionale) nega prestiti a quei Paesi che non accettano di privatizzare il settore dell’acqua potabile. E questo è solo un esempio.

Ed è paradossale che uno Stato o un governo, che non ha alcun potere in campo monetario, si trovi a dover investire ed impegnare risorse finanziarie ingenti, pagate dai contribuenti, per salvare il sistema bancario stesso.

Ora voi pensate che quando la banca centrale europea emette moneta, quest’ultima si trasforma in debito pubblico per i governi e quindi in debiti che i cittadini dovranno poi pagare un domani. Il meccanismo è, praticamente, perverso.

Se volete saperne di più e comprendere meglio qualche aspetto dell’attuale crisi economico finanziaria potete trovare informazioni utili a questo link:

1) www.signoraggio.com

2) www.signoraggio.it

3) Oppure questo video

4) A questo link trovate tutto ciò che esce su youtube sul signoraggio

Se non ritenete queste fonti attendibili, ci può anche stare, qua trovate tre articoli de ilsole24ore.

Chi stiamo salvando i nostri strozzini?

AGGIORNAMENTO:

in relazione al commento di marco che si riferisce ad un articolo del corriere.it, inserisco questo link che contiene un contributo che condivido.

18 Risposte

  1. Non ci ho mai capito niente dell’alta finanza: è come qiando si parla della grandezza dell’Universo… mi vengono le vertigini :D
    Però capisco che ce la stiamo passando brutta e che siamo sull’orlo di un precipizio…
    Spero che qualcuno riesca a porre un freno a questa caduta in picchiata.

  2. sai cara happy, nonostante tutti ci dicono che siamo in piena crisi… in realtà c’è sempre qualcuno che ci guadagna… SEMPRE! E questi.. stavolta… ci distruggono in nome del loro dio denaro!

  3. tempi duri in arrivo …

  4. PS: il nostro anonimo è tornato!!!! ;)

  5. Beh… ma se è così domani vado in banca… mi presento come “Giovanni Rossi” e mi stampo i miei bigliettoni fatti in casa! :D

  6. ciao francesco! che paicere rivederti ogni tanto ;-) un saluto!!!!
    godot: non sarebbe male! ci metti la mia faccina che fa le linguacce?

  7. Si sì quella la metto sui 10 euro, sui 20 ci metto la faccia che sorride, sui 50 quella che si sbellica, sui 100 quella che fa l’occhietto ;)…
    Dirai ti sei dimenticata i 5 euro… lì ci voglio mettere la faccia di Berlusconi che piange!

  8. ahahahah!!!! GODOT se li stampi giuro che ti compero tutti!

  9. Scusa, ma se la sovranità monetaria tornasse agli stati questo signoraggio smetterebbe di essere un problema? No, perchè, oggi in prima pagina sul corriere c’era un articolo che criticava la produzione di soldi da banche private, e sosteneva che queste crisi erano dovute dal fatto che una volta le monete venivano stampate dagli stati.

    Ho appena cercato sul corriere.it, ma non ho trovato niente, nè mi ricordo il nome del giornalista..

  10. (mi spiego meglio: l’articolo diceva che crisi così sarebbero state arginate se il controllo della produzione monetaria fosse rimasta agli stati che potevano così regolare a chi dare i soldi)

  11. Marco è un peccato che non trovi la fonte. Altrimenti avremmo ragionato meglio. Io credo e ne sono convinto avendo qualche nozione di economia, seppur modesta, che la produzione di denaro NON DEBBA essere privata. Ritengo che siano gli stati a dover stampare moneta e a doverne stampare in quantità sufficiente e funzionale alle esigenze di crescita del mercato e della stabilità dei conti pubblici. L’attuale sistema mette gli stati in condizione di indebitarsi ogni volta che un privato (alias BCE ad esempio) stampa moneta. Loro la stampano. Gli stato l’acquistano emettendo titoli. Di fatto questi titoli sono debiti per lo stato. E mi spiego meglio. Le banche che stampano moneta sostengono per stampare un costo di “1000″ ad esempio. Il valore della loro attività economica dovrebbe essere mille. Invece il denaro che a loro costa mille… una volta che viene immesso nel mercato monetario vale 5.000 (sempre un dato preso ad esempio). La differenza di 4.000 a chi rimane? Allo stato o alla banca che emette? La risposta è alla banca che emette moneta. Pertanto soggetti privati, alias banche, ogni volta che decidono autonomamente di emettere moneta GUADAGNANO e questo guadagno lo paga all’inizio lo stato. Ma i soldi allo stato chi glieli dà? Il cittadino attraverso le tasse. Onde per cui POCHI decidono e guadagnano alla faccia del cittadino e dello stato. Se lo stato emettesse moneta non sarebbe così. Intanto controllerebbe direttamente quanta moneta emettere e farebbe politica monetaria direttamente. Il che è solo un bene. Secondariamente quel valore di 4.000 rimarrebbe allo stato che non si indebiterebbe. Non è una differenza da poco. La politica monetaria dovrebbe essere fatta dalle banche centrali, ma queste ultime DOVREBBERO ESSERE PUBBLICHE PER IL BENE DEI CITTADINI E non private come sono ora!

  12. [...] E soprattutto, soldi “raccolti” per salvare capre e banche, e far andare avanti ancora il giochino per qualche settimana al massimo, per poi inevitabilmente ricadere verso il baratro. Una cosa del genere non l’hanno – e non l’avrebbero - mai fatta per apportare dei benefici al comune cittadino (sappiamo cosa dicono: i soldi non ci sono) ma il motivo c’è: i soldi in realtà non sono i nostri, è tutta finzione: le banche (es. BCE) li stamperanno, noi pagheremo i costi del signoraggio sulla moneta stampata, e li reimmetteremo nel mercato (leggasi: li regaliamo alle banche). Hanno inventato o no un bel giochino? Ora voi pensate che quando la banca centrale europea emette moneta, quest’ultima si trasforma in d… [...]

  13. Nuovo sistema monetario:
    1)ogni Stato produce la propria moneta
    2)eliminazione del “signoraggio”
    3)spariscono le tasse, o, per lo meno, una grande riduzione
    4)la nuova moneta (di Stato) avrá una svalutazione fissa, diciamo un 6% all’anno.
    In questo modo tutti sarebbero obbligati a spendere e a mantenere in circolazione il denaro.
    Immaginiamoci cosa farebbero chi ha a disposizione grandi quantitá di denaro: sarebbe la corsa a spendere e a investire. Una funzione indispensabile del Governo sarebbe regolare il flusso di denaro circolante, per evitare l’inflazione. In questo modo sará possibile istituire un reddito fisso per ogni cittadino.

    Il primo passo per cambiare é informare la gente, che sappiano.

    Cosa vogliamo per le generazioni future?

    Cosa vogliamo per i nostri figli?

    Il sistema monetario attuale é ormai “terminale”, non saranno le varie “iniezioni” di denaro che lo salveranno. Quando crollerá non bisognerá accettare il nuovo sistema imposto sempre da “loro”, perché sará una rielaborazione del sistema che giá conosciamo e che da piú di 300 anni sta schiavizzando il Mondo intero. Il denaro deve essere un mezzo non un fine.
    La soluzione? Semplice: vado in banca e ritiro tutto.
    Sarebbe un segnale chiaro e preciso.

    Le banche si dovranno trasformare in uffici pubblici, al servizio del pubblico (noi tutti).
    Da questo momento si potrebbe anche usare solamente denaro elettronico, per ridurre al minimo i costi(…sarebbero i costi della carta, inchiostri, ecc… per stampare i biglietti, che andrebbero a carico della comunitá).
    Un cambio importante:
    -da “Banca Centrale S.p.A.”
    -a “Banca Centrale Nazionale”… suona molto bene, mi piace molto.

    Saluti a tutti da lontano.

  14. caro claudio eh si un saluto da lontano… se la pensi così (cioè concordi con me in molti aspetti…) beh vieni proprio da lontano: un altro pianeta! ;-)

  15. desidero solamente far notare che la moneta elettronica o virtuale benche’ stampata dallo stato e non dai privati, rende il cittadino controllato, il controllo del denaro non e’ una forma democratica, se voglio andare in un pornoshop per comprarmi la prolunga, avro’ il diritto che non lo sappia nessuno?

  16. Di soldi ne hanno stampati troppi e senza regole, forse pure con emissione di cartamoneta falsa. Al riguardso questo è il mio punto di vista:

    Cara e bona gente, all’osteria del terzo Tibburtino,
    de finanza e d’economia se ne parla de bon matino.

    A tutti voi signori dò er mio saluto come assaggio.
    Daje Cipò, Artè, famio sto quartetto, sù coraggio,
    E mò viene er mejo: ‘na mano a briscola e tresette,
    c’è pur’er sor Venanzio ch’inzieme a mè se mette.

    -doppo ste du partite, stamio pari, famice la bella,
    che poi s’embriacamo tutti colla solita passarella.-
    -Sor Teodò, er vino ancora ha d’escì fora de la botte,
    parlatice ‘n po’ de stà crisi che a tutti ce stà a fotte.-

    -Annamo discorenno de crisi pè sovrapproduzione,
    o qui volete voi tutti, parlà de la sottoproduzione?
    chè, cò la crisi sbandierata ve stanno a impapocchià
    Perchè a denti stretti dicheno solo ‘na mezza verità.

    -Strilleno a più nun posso ch’è arivata la recessione,
    e pè ‘na finanza tropp’allegra, questa è la lor ragione,
    le banche hanno dato sordi a chi nun je li po’ più dà.
    E a noi, ce la vonno puro fà diggerì, sta santa verità.

    Er seme de Caino, s’è scordato che senza garanzia,
    mai, che ‘na banca, li sordini se li sia fatti portà via.
    Così invece ce vonno fa crede ch’er sistema funziona;
    ma diteme, er mal’affare, ‘na cosa, l’ha mai fatta bona?

    -Sor Teodò, stò debbito mondiale a quanto ammonterà?
    Perché, sarvognuno, quarcuno nell’alte sfere ce lo saprà.-
    -Eh, se sò messe a stampà più sordi, quasi tutte le nazzioni,
    mentre a fronte dei conzumi, nun se producono tanti beni.

    Quella stampata de troppo, mò, se sa, è solo carta straccia,
    in mano a certi approfittatori che se riempieno la saccoccia
    Che pòi, me dite quali truffe noi poteressimo da sgamà?
    Sai solo che le leve der potere, stanno in mano a chi cell’ha.

    Tanti stati, hanno stampato sordi in barba a certe regole,
    così, mò, all’antri virtuali e onesti, je vengheno le fregole.
    Così, tutti i governi deven’assicurà er debbit’insorvente
    E a caro prezzo, perch’é dovere loro de sfamà la ggente.

    Er mal’affare ch’ha capito, la corda, d’avè troppo tirata,
    è da ‘n po’ che i certificati der Tesoro assicura, che furbata!
    Però l’assicurazzioni ch’ar gioco, nun vonno perde mai;
    a loro, nun je ne po’ fregà de meno a chi è che fa li guai.

    Puro le centrali banche, d’accordo e senz’arcun disaggio
    li sordi, te li stampeno, sì, ma pretendeno er signoraggio.
    -E’ vero! prima, a fronte de li sordini, potevi commercià;
    potevi avecce in cambio l’oro o quarsivojasia d’utilità.

    -Sor Teodò, a crisi che dicheno, perciò, n’è solo finanziaria
    allora è più tosta e profond’assai, è pur’anco monetaria!-
    -E certo, c’era ‘na convenzione, ch’armèno ce garantiva,
    perché coll’oro e l’argento, li sordi esciti, ben li tutelava.

    Ar Dollaro, a la Sterlina o a lo Jen, jannavi a fà la caccia,
    mò nisuno li vòle più, sò diventati solo carta straccia.
    nemmeno coll’euro si lo scambiate, quarcosa ce potete fà,
    e coll’antre cartemonete, provative un po’ a commercià?

    Se sò inventati che d’oro, ar monno ce n’era poc’assai.
    Trattamo solo colla cartamoneta, dallì sò nati tutti i guai.
    Invece, inzieme a stò cambiamento ce doveveno d’abbinà,
    controlli chiari e veri, perchè nun l’hanno vorzuti appizzà

    ner frangente, l’assicurazzioni, le banche la fanno da leone
    Mentre tutte le pore genti, resteno a testa bassa e prone.-

    Stampà sordi senza produzione, ate visto che nun vale.
    o sanno tutti?, lavoramo su questo e levamice stò male.-
    -Che ciavessimo da inventà, pè nun annà più a fonno
    e inzieme cercà de risollevà le sorti de sto monno?-

    -mò che la gente sà, trovamo la nemesi dei nostri mali
    Qui nun ce sò crisi agricole, tessili e manco industriali.
    Dovemo da scoprì chi in tutto stò frallazzo ce guadagna
    E dije:- amico bello, guarda che pè te è fenita la cuccagna,

    mò, si hai turlupinato cor mal’affare, posi subbito l’osso
    che eziamdio t’ho ingamato e mò te stamo tutti addosso.
    Famo leggi che stabbilischeno pè tutti, ogni possibile rigore
    E da oggi chi sgara nun la deve più fà franca; nossignore.

    Abbasta cò sti governi che er maltolto deveno garantì,
    hai sbajato? mò paghi, vai in galera e la storia fenisce qui.
    I millantati rischi dell’impresa, sò o no, ’na falsa ideologia,
    inventati solo pè dà de più ar profitto, un corpo che je pìa?

    ‘na parte, và data all’onesto lavoratore, che più s’empegnerà
    pè fà più grande l’impresa, lo stato e tutta la nostra società
    Stè pore società l’hanno raggirate, oppresse e martirizzate;
    si nun le difendemo, ritornando ai veri valori, sò mazzate.

    Italia bel paese, de arte, scienza e indò la tera nun è male
    Coccolamola cò volontà al lavoro, l’etica e l’equità sociale.
    Partimo da un cambiamento basato su ‘na vera moralità,
    creamo dar novo ‘na bona, sana, giusta ed etica società.

  17. Per chi cerca una spiegazione facile facile sui veri motivi della crisi finanziaria, mi permetto di linkare questo video:

    http://video.google.it/videoplay?docid=6561068664203649137

    Saluti!

    ICE

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