Disaffezione alla politica? Ci Pensa McCain

Avevo letto la notizia sul corriere, McCain opta per sfruttare le potenzialità della rete nella sua campagna elettorale. Ma non lo fa con siti internet, divulgando notizie sul suo programma, posizionandosi nei motori di ricerca, ecc. ecc. Bensì offre una sorta di concorso a premi per chi diffonde le informazioni su di lui e sulla sua campagna.

Internet, finora, nella politica americana ha visto prevalere la maestria dei democratici. I repubblicani non hanno mai primeggiato on line. Oggi McCain propone e invita a fare controinformazione.

Il meccanismo è quello delle tessere punti, tipico dei supermecati. Stanco di sentirsi dare del vecchio, rugoso, s’impegna a dimostrare di essere “giovane, rampante, innovativo” almeno nello spirito.

«Spread the word», diffondi la parola di McCain, questo è lo slogan della campagna. Si tratta di un invito ad entrare nei blog più frequentati, nei forum pi animati e non permettere che “idee non veritiere” circolino sul candidato e sul suo partito.

McCain offre una lista di blog, nei quali sarebbe opportuno cominciare ad impegnarsi. Quindi indica il dove. Poi indica il come. Cioè offre una lista di frasi, interventi, pensieri e commenti, che possono essere tranquillamente copiati e incollati.

I migliori divulgatori del McCain pensiero potranno vincere premi che vanno da libri autografati, viaggi con il candidato, posti in prima fila ad eventi e posti sul suo autobus elettorale.

I partecipanti devono dimostrare il meccanismo di “controinformazione”, cioè dire dove e quando hanno agito per ristabilire la McCain verità.

Continuando a leggere vengo a sapere, da una citazione di un articolo apparso su Le Monde, che questo meccanismo è particolarmente utilizzato nella “antidemocraticissima” Cina. Paese in cui una squadra di 280mila studenti e funzionari sono quotidianamente pronti a compiere raid informatici al prezzo di pochi yuan l’uno.

Su la stampa trovate anche una serie di link ai siti del candidato.

Da Italiano non mi preoccupo molto delle trovate elettorali oltre confine. Spesso non mi preoccupo nemmeno di quelle nazionali. Tuttavia un paio di domande mi sorgono spontanee…

1) La partecipazione politica la vedo più come partecipazione collettiva realizzata secondo la logica del dialogo e non dello spamming, perchè non si tratterebbe di altro, o dell’attacchinaggio.

2) I cittadini dovrebbero operare volontariamente e spontaneamente, secondo le loro idee, alla politica, contribuendo ad un dibattito e alla creazione di idee che poi si trasformano in programmi.

McCain, in qualche modo, aumenta la sua visibilità con segnali “dettati” che forse nemmeno sono realmente compresi nell’effettiva portata da chi si cimenta a vincere un premio. Sarebbe molto più interessante leggere commenti di “cittadini americani” che difendono la candidatura di McCain con parole proprie, frutto di un proprio processo di rielaborazione e quindi realmente consapevoli.

Tuttavia mi rendo conto che, se fosse realmente così, non parleremmo di America. La terra della libertà del libero pensiero vuoto. In fondo: YES, YOU CAN!

Una Risposta

Lascia una Risposta