Oggi la stampa ricorda uno degli eventi che diede il via alla guerra americana in Vietnam.
Nel Golfo del Tonchino due cacciatorpedinieri statunitensi si trovarono a battagliare con delle torpediniere nordvietnamite. Fu il primo passo che permise al presidente Lybdon B. Johnson di autorizzare l’escalation militare che portò alla ben nota guerra.
Ancora oggi, i dettagli esatti dell’incidente non sono chiari. Molte prove portano a sostenere che nessuna forza nordvietnamita era presente durante la seconda battaglia. Il dubbio di molti è che l’amministrazione Johnson sensazionalizzò l’incidente come scusa per incrementare il suo già attivo coinvolgimento nel Vietnam.
Con la risoluzione, il Congresso USA appoggia “la volontà del Presidente di prendere tutte le misure necessarie per respingere qualsiasi attacco armato contro Stati Uniti”, asserisce che “la pace e la sicurezza del Sud-Est asiatico” sono vitali per la sicurezza nazionale americana e che quindi il Presidente, in accordo con la Carta delle Nazioni Unite, potrà fare “ogni passo necessario, incluso l’uso della forza armata”, per assistere gli stati membri della SEATO (Southest Asia Treaty Organization), “in difesa della loro libertà”. Questo documento fondamentale, che per tutta la durata del conflitto in Vietnam permetterà al presidente di “fare guerra” a un paese senza una formale dichiarazione, viene approvato dalla Camera americana con 416 voti a favore e nessuno contrario, dal Senato con 88 a favore e due contrari. (fonte)
Ma vediamo il sito archivio 900 come racconta la vicenda. L’attacco non sarebbe mai avvenuto. Esisterebbe un dossier di 400 pagine compilato nel 2001 da Robert Hanyok, storico della National Security Agency (Nsa), l´Agenzia preposta a intercettare le comunicazioni e a decrittare i codici cifrati, che ricostruirebbe gli eventi secondo dinamiche molto diverse da quelle ufficiali.
Quel giorno, si sostiene, i cannonieri spararono a vuoto. Mentre erano di appoggio ad una missione di forze militari del Vietnam del Sud. Tutta la ricostruzione sarebbe quindi mendace, falsificata e mistificata.
Un agente, Matthew Aid, intervistato dal New York Times, ricalca da vicino la mistificazione operata dalla Casa Bianca per vendere all´America e al mondo la guerra all´Iraq.
Quindi cosa accadde? Lo sappiamo da chi ha avuto accesso al fascilo segreto chiamato Spartans in Darkness. I cannonieri spararono nel vuoto. L’errore venne strumentalizzato. James Stockdale, comandante della squadriglia della Navy in volo di scorta sopra le navi dichiara : «Sparavano a obiettivi fantasma. Io li vedevo bene dall´alto: laggiù non c´erano PT-boats, motosiluranti… c´erano soltanto l´acqua color di pece e il fuoco dei cannoni americani».
Johnson stesso si lasciò andare col sottosegretario di Stato George W. Ball, nel suo lessico texano: «Hell, diavolo, quegli imbecilli, stupidi marinai sparavano soltanto a pesci volanti!».
E tuttavia quelle cannonate nel buio regalarono al presidente il pretesto per realizzare un disegno già pronto: intensificare lo scontro aperto con il Vietnam comunista.
Da tre anni gli storici al servizio del governo reclamano la pubblicazione di quel fascicolo insabbiato. «Divulgare quei documenti è essenziale al dibattito in corso attorno all´Iraq e alla riforma dell´Intelligence», rompe il silenzio Matthew Aid, ricercatore indipendente in contatto con la Nsa e con la Cia.
In effetti il paragone con la guerra in Iraq è lecito. In entrambi i casi ci sono state “rappresentazioni distorte della realtà che avvaloravano la tesi dell’intervento militare. Comunque già pianificato e deciso a tavolino a prescindere. Saddam non aveva armi di distruzione di massa, ormai questo lo sappiamo tutti. Al momento consoliamoci con queste parole, «Noi americani siamo gli ultimi ingenui», di Sidney Schanberg, premio Pulitzer del New York Times, l´eroe di Le urla del silenzio che raccontava al cinema la storia dell´amicizia con l´assistente cambogiano Dith Pran, e l´abbandono dell´America. «Noi vogliamo sempre disperatamente credere che stavolta il governo stia dicendoci la verità».
E finchè gli americani continueranno a crederci alla cieca…
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Un uomo che pensava ad un mondo libero e democratico. Un uomo che ha espresso dissenso contro massoneria e organizzazioni segrete.
Un uomo che ha tentato di contrastare i poteri della FED e gli interessi privati dei suoi proprietari.
Un uomo che oggi non c'è, ma che ci ha lasciato idee e valori per costruire un mondo realmente libero e democratico.

…e poi un bel giorno veniamo a scoprire che la terza guerra mondiale iniziata ieri è scoppiata a tavolino in qualche ufficio governativo USA. il problema è convincere tutto il mondo di doversi armare.. insomma una guerra si fa tra fazioni! e se la prossima volta a nessuno girasse di correre agli armamenti?
arrivo a pensare che alla fine le torri gemelle siano state un piccolo risarcimento imposto dal destino contro l’arroganza capitalistico-puritana dell’Impero Statunitense. il problema è sempre, come dice la Sclavi, nelle “reazioni alle reazioni”…
ahinoi!
Il problema di fondo in tutto questo è che ci vanno di mezzo solo e soltanto persone innocenti…se solo i presidenti americani non dicessero “armiamoci e partite”…ma “io parto chi mi ama mi segua…” tutto assumerebbe una connotazione ben diversa….è facile e bello fare e progettare le guerre a tavolino…male che vada la guerra si perde….pagando lo scotto di qualche vita umana…l’importante è che non sia la loro (quella di coloro che la guerra la progettano)…..
un abbraccio,,,
vostra principessa
E vedrai che si ripeterà la solita storia anche con l’Iran…e l’ Europa seguirà a ruota!!
finirà prima o poi cara angela, almeno spero!