XVII International AIDS Conference

A Città del Messico si è tenutla la XVII International AIDS Conference. Sembra ieri che questa “nuova malattia” ha iniziato a terrorizzare il mondo intero. Invece siamo già arrivati alla diciassettesima conferenza internazionale.

Il presidente messicano Felipe Calderon afferma che servono finanziamenti per aumentare la prevenzione e l’educazione contro la discriminazione. Si è aperta una nuova fase critica, afferma Margaret Chan, direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

E’ la prima volta che una conferenza mondiale sull’AIDS si tiene in America Latina. E, ormai, tutti gli esperti sono orientati verso un cocktail di iniziative per ridurre e azzerare la diffusione del virus dell’HIV.

I risultati della ricerca sono utili, così come i nuovi farmaci, che però devono essere resi disponibili a tutta la popolazione mondiale, ma ci vogliono anche azioni sociali. Quindi prevenzione, informazione e divulgazione. Per queste azioni congiunte servono risorse finanziare e ingenti stanziamenti da parte dei governi.

Il Messico è il primo paese in Sud America a investire in campagne di prevenzione. Con 300 milioni di dollari, il governo ha distribuito piu’ di 32 milioni di preservativi e, in occasione del bicentenario dell’indipendenza, il presidente messicano, Felipe Calderon Hinojosa, ha annunciato in apertura della conferenza mondiale di voler aprire la via alla distribuzione dei farmaci antiretrovirali generici.

Nel 2010 le Nazioni Unite hanno fissato il termine per rendere i farmaci disponibili a tutti. Di certo siamo di fronte ad una nuova fase! Ma la guardia deve rimanere sempre alta! L’HIV uccide e se non uccide porta ad una lunga agonia!

Per la prima volta negli oltre 20 anni dell’epidemia, ha detto, ‘’sono disponibili dati su larga scala, inoltre per la prima volta meno persone muiono di Aids e meno persone contraggono l’infezione da Hiv. Per la prima volta abbiamo l’evidenza empirica che la nostra brillante coalizione e’ in grado di spostare montagne. Questo ci incoraggia, ma non possiamo dichiarare la vittoria” e ”non cadere nell’illusione che l’epidemia possa finire in breve tempo”.

L’Aids sta evolvendo e subisce le conseguenze di una situazione globale influenzata da recessione economica, aumento delle ineguaglianze sociali, cambiamento climatico, crisi energetica ed emergenza alimentare.

In questo scenario tutt’altro che facile ”deve essere chiaro che non e’ troppo il denaro assegnato alla lotta all’Aids, ma troppo poco”, ha aggiunto Piot che, d’accordo con Margaret Chan, ha definito ‘’storica” la decisione del Congresso degli Stati Uniti di rifinanziare il programma di prevenzione Pepfar con 39 milioni di dollari.

Inoltre, in molti paesi lo stigma contro le persone sieropositive rimane una grande sfida. Un terzo dei Paesi non ha ancora leggi per proteggere le persone che vivono con il virus Hiv e nella maggior parte dei Paesi sono ancora legali forme di discriminazione contro le donne, gli omosessuali, la prostituzione, la tossicodipendenza e le minoranze etniche. Tutto questo deve cambiare. Affermano alla conferenza.

Ban Ki-Moon (ONU) ha quindi lanciato un appello ai politici di tutto il mondo perché si impegnino nel contrastare ogni forma di discriminazione. “Non proteggere questi gruppi – ha concluso – non soltanto non sarebbe etico, ma non ha senso ai fini della tutela della salute, con conseguenze che si ritorcerebbero contro la stessa società”.

Un appello per la difesa dei diritti umani e’ stato lanciato anche dal co-presidente della conferenza mondiale, Luis-Soto Ramirez, fra l’entusiasmo generale per la prima conferenza di questo tipo ospitata in America Latina. ”Azione globale ora!”, e’ lo slogan della conferenza, accolto dal ministro della salute messicano Jose Angel Cordova Villalobos. ”La prossima sfida – ha detto il ministro – e’ riuscire a controllare l’epidemia eliminando stigma, discriminazione e omofobia”.

Il primo passo verso la prevenzione, ha proseguito, e’ l’educazione, con una grande attenzione alle nuovi generazioni.

”Obiettivo di questa conferenza mondiale – ha detto il presidente – e’ combattere non soltanto il virus, ma omofobia e discriminazioni. Queste ultime procurano un danno sociale grave tanto quello prodotto dal virus stesso”.

In bocca al lupo, e ricordatevi di darne notizia a Ratzingher e alla classe politica italiana!

Vi aggiungo una galleria fotografica sulla parata organizzata in occasione della conferenza (sul sito c’è scritto di protesta, ma la prtesta è contro ciò che si oppone all’operato della conferenza e non alla conferenza stessa)

Fonte: www.lastampa.it

Lascia una Risposta