Pechino 2008: olimpiadi, cina e smog

E’ stato inaugurato il villaggio olimpico (video), in stile prettamente “made in china” (foto).

E, da qualche giorno, una nube grigia è tornata ad avvolgere la città. Questa la notizia di repubblica.it. Nel paese del sol levante si prendono misure più che drastiche: “Divieto di circolazione per 9 auto su 10, chiuderanno altre fabbriche”.

A riportare la notizia è il China Daily che cita fonti ufficiali per la protezione ambientale. Le autorità cittadine avrebbero già varato un piano d’emergenza. Dal 20 luglio a Pechino si circola a targhe alterne e diverse fabbriche molto inquinanti sono state costrette a chiudere i battenti per un pò.
Il comitato olimpico australiano: “Lasceremo i nostri atleti liberi di non gareggiare”
Pechino, è ancora emergenza smog “Pronte misure straordinarie”.

Dopo qualche giorno soleggiato, una nube di smog quasi nasconde lo stadio nazionale di Pechino. Lo smog è talmente elevato che riduce la visibilità a poche centinai di metri. “Se dall’8 al 24 agosto la qualità dell’aria dovesse peggiorare – ha detto Li Xin, la responsabile del piano di riduzione dell’inquinamento – siamo pronti ad intervenire varando misure d’emergenza con 48 ore di anticipo”.

Vi riporto una galleria fotografica ed un video che vi mostrano la situazione attuale e un video.

Stando ai comitati nazionali, a rischiare di più sono gli atleti che si cimenteranno in sport a lunga resistenza. In effetti, credo che fare la maratona con quest’aria, è quasi come scegliere di condannarsi a morte per asfissia.

Non a caso, alcune delegazioni arriveranno all’ultimo minuto, poco prima di effettuare le gare. Adesso il rischio è che alcune gare vengano rimandate per eccesso di inquinamento.

Tra le reazioni alla situazione ambientale, spicca quella australiana. “Gli atleti australiani potranno liberamente scegliere di rinunciare ad alcune gare dei giochi olimpici se ritengono che lo smog possa mettere in pericolo la loro salute e la loro sicurezza”. Nei mesi scorsi molti atleti di tutte le nazionalità avevano espresso perplessità sulla possibilità di gareggiare in una città così inquinata. Uno degli atleti più attesi, l’etiope Haile Gebreselassie, a marzo ha annunciato la sua intenzione di non correre la maratona (farà invece regolarmente i 10.000) : “Soffro di asma e l’inquinamento in Cina è una minaccia per la mia salute – aveva detto – e potrebbe essere difficile per me correre 42 chilometri nelle mie attuali condizioni”.

Io mi domando: ma i cinesi di pechino si rendono conto o no di quello che respirano?

La domanda non è così banale. Allora sono andato a cercare qualche informazione in merito…

Su asianews scopro che, il 12/04/2006, un gruppo di 200 cinesi nella zona del Fujian hanno protestato per l’inquinamento.
Queste le dichiarazioni: Non risulta che ci siano stati feriti. Il capo del locale ufficio di polizia, Cheng Hongbin, ha dichiarato che si e’ trattato di un incidente ”grave” e che non sono stati effettuati arresti “per non aggravare la situazione”. I funzionari del ministero cinese della Pubblica sicurezza hanno poi “negato” che i poliziotti non siano intervenuti e sostengono che al momento “i funzionari locali stanno discutendo con i contadini e i proprietari della fabbriche per trovare una soluzione soddisfacente per tutti”. L’avrano trovata?

Il 16/02/2006, sempre su asianews appare un titolo: In Cina l’inquinamento fa esplodere le proteste

Questo un altro estratto: Molti grandi impianti – osserva Mu – sono comunque pericolosi per l’ambiente, perché sorgono vicini a importanti corsi d’acqua o in aree molto popolose. I frequenti recenti incidenti, come l’esplosione a novembre nell’impianto petrolchimico di Jilin, con il versamento nel fiume Songhua di tonnellate di sostanze inquinanti, hanno dimostrato la grande pericolosità di questi impianti. Ma le autorità locali, specie quelle nelle zone costiere, sono – dice Mu – riluttanti a collaborare con la Sepa, per il timore che la protezione dell’ambiente possa far eliminare vantaggiosi progetti industriali. Secondo dati ufficiali, oltre il 70% di fiumi e laghi sono inquinati, 400 grandi città su 600 hanno scarsità d’acqua e 300 milioni di contadini bevono acqua inquinata.

Nel blogsostenibile si menziona una ricerca di un’organizzazione non governativa cinese che pubblica dati su 90 imprese multinazionali dagli occhi a mandorla. Le più inquinanti a livello mondiale.

Infine, mi fermo solo per scelta e non per mancanza di ulteriori informazioni in merito, sempre asianews pubblica un articolo del 2008 nel quale si racconta come il governo cinese abbia nascosto, anzi proibito, a osservatori internazionali di partecipare come spettatori delle proteste contro l’inquinamento.

Così mi rendo conto quanto poco noi sappiamo di quello che sta accadendo ad buona parte della popolazione mondiale. Il che è ancora più grave considerando che pochi dittatori, rappresentanti di un regime assassino, stanno influenzando l’economia mondiale. E noi gli abbiamo dato anche le Olimpiadi?

Se tanto mi dà tanto… Bush dovrebbe esportare la democrazia anche da loro, prima che ci sotterrino tutti con i loro rutti da rivoluzione industriale tardiva!

2 Risposte

  1. I cinesi, per tentare almeno di comprenderli, bisognerebbe studiare il loro codice di comportamento…vedi la storia dell’orario di inizio d’apertura dei giochi

  2. io ci rinuncio non valico la muraglia e spero solo di non essere invaso!

Lascia un commento