Casomai qualcuno cercasse conferme sulle intercettazioni telefoniche tra Politica e Rai grazie a Umberto Bossi le ha trovate. Così come la diceria che la rai sia lottizzata dai partiti, mere strumentalizzazioni? No, un dato di fatto. E’ la conclusione a cui si arriva dopo aver letto queste notizie: Il senatore Umberto Bossi, visita il set del kolossal, prodotto da rai-fiction, dedicato alla battaglia di Legnano.
Questa produzione era già finita sulle cronache dei giornali poichè volutamente spinta da Bossi. Non solo, nell’articolo apparso oggi su repubblica.it, è lo stesso regista Renzo Martinelli, milanese e amico di Bossi, ad affermare che “alcuni amici milanesi”, tra cui il sindaco Letizia Moratti, gli avevano chiesto di occuparsi di storie lombarde. Sempre Martinelli poi dichiara che non “trattatasi di un film leghista”.
Nel frattempo, Bossi si riconosce pienamente nel personaggio di Alberto da Giussano che sarà interpretato da Raz Degan. Alberto da Giussano sarebbe un antico guerriero che incede spavaldo, spadone in mano per suonarle ai barbari. Peccato che nessuno sappia ancora se sia realmente esistito o meno (almeno stando alle fonti). Bossi è Alberto e il temibile imperatore Federico I di Svevia detto “Il Barbarossa”, che il giovane Alberto, alla guida della Lega Lombarda, sconfisse nel 1176 nella battaglia di Legnano, oggi altri non è, secondo la personalissima interpretazione del capo della Lega, che “lo Stato dell’Italia centralista”, contro il quale combattono i moderni soldati del Carroccio. Per guadagnare quella libertà “che oggi, se necessario, si conquista anche con la forza”. Perché “è meglio morire che vivere come schiavi”.
Comunque Bossi parte per la Romania, andrà a vedere le scene più spettacolari della battaglia di Legnano, ricostruite con 2.500 cavalli arabi e frisoni e ventimila comparse, tra cui molti rom, nella foresta di Calugareni, Bossi ha affidato il suo pensiero sulla “modernità” della figura di Alberto da Giussano al settimanale “Tv Sorrisi e Canzoni“.
Bossi vorrebbe portare in tv anche altri personaggi della storia come: San Carlo Borromeo, e quella del Medeghino, il grande condottiero milanese del sedicesimo secolo, fratello di Papa Pio IV“.
Insomma, certi capitoli della storia vanno riscritti.
Non mi soffermerò sulla polemica legata all’utilizzo di comparse ROM, poco costose, e poco pericolose se a casa loro. In fondo si tratta di fiction e nella finzione non è necessario ci sia un’efficace rappresentazione della realtà. Vi lascio, come ultimo articolo, un pezzo scritto da Francesco Merlo di repubblica.it, sintesi perfetta di come i nevrotici costruiscano castelli, mentre gli psicotici li abitino. Una cosa è chiara… così come tra moglie e marito non mettere il dito… tra fiction e realtà sarebbe meglio non mettere “la propaganda“!
Postato in: Titolando | Messo il tag: alberto da giussano, barbarossa, battaglia di legnano, colossal, federico di svevia, fiction, francesco merlo, kolossal, lega nord, letizia moratti, medeghino, papa, pio IV, rai, raz degan, renzo martinelli, rom, romania, san carlo borromeo, senatur, Umberto Bossi
Un uomo che pensava ad un mondo libero e democratico. Un uomo che ha espresso dissenso contro massoneria e organizzazioni segrete.
Un uomo che ha tentato di contrastare i poteri della FED e gli interessi privati dei suoi proprietari.
Un uomo che oggi non c'è, ma che ci ha lasciato idee e valori per costruire un mondo realmente libero e democratico.

Ormai il padano è partito…e chi lo ferma più!?
La neuro? ;-) Scherzo… però è singolare come un politico debba preoccuparsi di produzioni televisive senza esserne proprietario no?!?