Fa caldo e quando fa caldo ci si presenta come “mamma ci ha fatti”!
Questa è la nuova moda neyorkese. E per chi vuole spogliarsi questa è l’estate giusta! La metropoli propone una vasta gamma di attività sociali alle quali si può partecipare come natura ci ha fatto.
Nell’Upper East Side, al 1616 della Second Avenue, al locale Dorian’s, tutti coloro che si sentono a proprio agio solo se nudi possono tranquillamente mangiare svestiti. Il Dorian’s è stato il primo locale ad ospirare serate “No hot Soup” organizzate da John Ordover (web-marketer).
A Downtown Manhattan si può andare da Mercantile Grill, al Pearl Street, o al “Nake Lunch Bar & Lounge“.
Al di là dell’East River c’è Pete’s Downtown, al numero 2 della Water Street di Brooklyn.
La scelta è varia e organizzare una «naked dinner» è assai semplice: basta chiamare un ristorante che aderisce alla «No Hot Soup», concordare la serata e poter contare su un sufficiente numero di adesioni visto che il locale per l’occasione chiude al pubblico, al fine di consentire ai nudisti di svolgere tranquillamente il proprio party.
Normalmente i camerieri e i cuochi restano vestiti, ma questo non disturba i nudisti e, secondo quanto detto da Ordover al New York Post, non sconvolge neanche troppo i ristoratori perché “a New York si vede di ben altro…”.
La richiesta di eventi sociali per chi ama denudarsi è talmente ampia che basta avere un’idea innovativa per essere sommersi dalle richieste, come avvenuto per Sultana, il locale di Williamsburg, a Brooklyn, per metà ristorante e per metà dancing, dove si danno appuntamento gli amanti del nyotaimori ovvero il sushi servito su corpi completamente nudi per poter essere consumato a temperatura corporea.
Per comprendere quanto numerosi e affollati siano i party senza veli a New York basta andare a cercare la controprova altrove, come per esempio negli elenchi degli iscritti ai corsi di “Naked Yoga”, basati sull’idea che gli indumenti ostacolano la concentrazione di chi li porta.
Al “Phoenix Temple” di Midtown le lezioni per nudisti si svolgono due volte la settimana: iniziano con la cerimonia dell’abbandono degli abiti – che dura circa dieci minuti – e poi continuano come avviene per tanti altri corsi di yoga.
“NakedYogaNyc” è un club che offre corsi senza abiti a prezzi stracciati. Per chi non vuole andare in palestra preferendo sessioni private di «Naked Yoga» i prezzi salgono notevolmente, ma i clienti, uomini e donne, risiedono in gran parte nell’area del «Golden Block» dell’Upper East Side dove si registra la maggiore percentuale di ricchi dell’intero Pianeta. I ricchi spesso si annoiano e lo yoga praticato senza abiti indosso può essere un passatempo davvero insolito.
Lo «HotNudeYoga», al numero 100 della 23ª Strada, è invece dedicato solo a clienti gay, vicino alla palestra c’è un omonimo negozio di articoli sportivi e chi diventa socio riceve anche una newsletter che racconta di «successi spirituali», viaggi in India e interazioni fra yoga e sesso «che per alcuni insegnanti sono da evitare mentre per altri sono inevitabili».
Poco lontano, sempre a Chelsea, c’è il People’s Improv Theatre dove la compagnia artistica «Naked Comedy Showcase» del bostoniano Andy Ofiesh alterna sul palcoscenico spettacoli dei comici Jenn Lennon, Tim McIntire detto «il reverendo», Denise Robichau, Dan Sally e Myq Kaplan. Tutti rigorosamente nudi.
Per gli amanti del genere c’è anche un musical a Broadway. Al teatro New World Stages, sulla 50ª Strada, va in scena «Naked Boys Singing» che il New York Times ha recensito parlando di «una produzione affabile e accattivante con un cast versatile e di talento» come si intuisce già dal numero di apertura, il cui titolo è «nudità gratuita» perché spogliarsi per il gusto di farlo non comporta guadagni ma garantisce forti sensazioni di libertà e benessere.
Poco lontano dal teatro, a Times Square, suona il «Naked Cowboy», il 38enne Robert John Burck che intrattiene i passanti suonando la chitarra. Ma è un nudista démodé perché non rinuncia agli slip.
Fonte: www.lastampa.it
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Un uomo che pensava ad un mondo libero e democratico. Un uomo che ha espresso dissenso contro massoneria e organizzazioni segrete.
Un uomo che ha tentato di contrastare i poteri della FED e gli interessi privati dei suoi proprietari.
Un uomo che oggi non c'è, ma che ci ha lasciato idee e valori per costruire un mondo realmente libero e democratico.

Non riesco a spiegarmi i motivi di questa moda dal momento che solo pochi – favoriti dalla natura e soprattutto molto giovani – fanno migliore figura in costume adamitico
semplicemente grandioso
stef
ma no è aperta a tutti! è questo il bello è per i belli i buoni e i brutti ;-)
insomma conta la libertà non la fighetteria… almeno spero ;-)
che invidia! ho 52 anni e ho cominciato a “spogliarmi” per caso, nella ex-jugoslavia nel 1978 e da allora ho dovuto sempre emigrare in spiagge straniere, visto che da noi è ancora proibitissimo. Infatti si rischia una denuncia penale per atti osceni in luogo pubblico (!) e una multa a partire da 250 €.
Il sottoscritto, domenica scorsa 20 luglio 2008, “pescato” dalla Polizia Locale in costume adamitico in località Rocca di Manerba del Garda, deve recarsi in caserma (Manerba d/G) il 26 luglio, per rispondere all’accusa di oltraggio alla pubblica decenza.
NB: su questo tratto di costa, isolato dal paese e da altre spiagge, è stato documentato che si pratica nudismo dal 1956.
grazie Italia
giancarlo
caro giancarlo e che ti devo dire?!?
mi verrebbe la battuta…
beh tanto siamo rimasti già in mutande e tra un pò ci toglieranno anche quelle… vista la micragna di soldi…
a quel punto o finiamo tutti in caserma o non ti diranno più nulla!
in bocca al lupo e attento ai raffreddori!
Io nudaaaaaaaa!
Ma non se ne parla proprio…
…già per me mettere il costume da bagno è un trauma colossale…anche se devo ammetterlo…quest’anno ho osato…ho indossato un bikini…questo è e sarà il massimo della mia trasgressione…il costume adamitico???le foglie di fico???lasciamole a chi di competenza,,,che già così siamo messi male…non vorrei che a qualcun altro venisse in mente di mangiare del frutto proibito…poi sarebbero cavoli….
baci…
vostra principessa
forse val la pena ricordare che non serve esser belli o giovani per spogliarsi, conta il sentirsi liberi. E non per questo esser perseguitati. In una città come Barcellona puoi fare il bagno nudo e addirittura anche girare nudo per la rambla. A New York andare al ristorante. Nel nostro paese (sic!) l’intolleranza arriva al punto che ragazzi/e vengono tuttora picchiati solo perchè gay.
ciaoo
Bella quanto amara considerazione Giancarlo. Il problema è che per vivere in pace bisogna avere consapevolezza di sè. In questo modo non si ha più bisogno dell’altro o degli altri come termine per riconoscersi qualcuno o qualcosa… e per affermarsi e differenziarsi (purtroppo anche con la violenza).
Io credo che l’unico rimedio con gli intolleranti di ogni genere e grado sia… un bel vaffanculo in piena faccia e rispondere con altrettanta intolleranza. Perchè a star zitti o subire ci si rimette sempre… per cui tu meni a me io e altri dieci meno a te… e vediamo chi va prima all’ospedale! (che commento discutibilissimo che ho scritto… ma molto pratico ;-))
[...] e botte da orbi! Pubblicato il Novembre 22, 2008 di titolando Visto il discreto successo di Nudi a New York e Tutti nudi tutto nudismo, due miei post sul tema del nudismo e del naturismo che raccolgono link [...]