Mai come in passato in Italia si sta ripensando alla politica energentica. Il nucleare, tanto detestato, diventa una, forse l’unica, vera possibilità di affrancamento del nostro paese dalla dipendenza energetica internazionale.
Siamo circondati da centrali nucleari, ma non ne abbiamo. Ed è veramente strano come, proprio in un momento in cui la titubante italia sembri aver preso il coraggio, iniziano altrove disastri piccoli o grandi legati alla produzione di questa fonte di energia potenzialmente pulita, se ben controllata e fino a suo esaurimento.
E’ così che la centrale di Tricastin 10 giorni fa riversa accidentalmente acque contenenti uranio nei fiumi vicini. E, oggi, un nuovo episodio è stato reso noto oggi dall’Autorità francese per la sicurezza nucleare (Asn).
Sono fuoriuscite acque contaminate da elementi radioattivi, “senza impatto sull’ambiente” da un impianto della Areva a Romans-sur-Isere, nel dipartimento della Drome, anche questo nel sud-est della Francia.
A causa della rottura di una condotta nello stabilimento Fbfc, dove si produce combustibile nucleare destinato alle centrali elettriche e ai reattori utilizzati per fini di ricerca, un’imprecisata quantità di uranio è fuoriuscita all’esterno.
L’Asn ha precisato che si tratta di “poche centinaia di grammi” di sostanza fissile, e che “in base ai primi rilievi” non sussistono rischi di contaminazione delle acque giacché nella zona “il terreno è fortemente impermeabile”, e “le falde freatiche sono situate troppo in profondità”; una squadra di esperti e di tecnici è stata comunque inviata sul posto per gli accertamenti del caso.
Nel frattempo il governo francese ha richiesto la verifica delle falde freatiche situate vicino a tutte le centrali nucleari francesi. Dopo l’incidente, infatti, agli abitanti della zona è stato ordinato di non bere acqua corrente e di non mangiare pesce di provenienza locale; sono stati inoltre vietati l’irrigazione dei campi, i bagni nei corsi potenzialmente inquinati e gli sport acquatici in generale.
Da qui l’inchiesta ordinata dal ministro dell’Ambiente Jean-Louis Borloo su 58 impianti nucleari per fugare ogni timore sulle condizioni di sicurezza. “Non voglio che la gente sia sfiorata dal dubbio che venga nascosta o sottaciuta la benché minima situazione”, ha affermato il ministro in un’intervista rilasciata al quotidiano francese Le Parisien.
Considerando che proprio i francesi ci vendono a prezzi esorbitanti la loro energia elettrica, prodotta con il nucleare, mi sorge il sospetto che… l’Italia non debba averla, ma debba pagarla e, sopratutto, debba averne paura.
Chissà perchè?!?
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