Il ciclismo diventa sempre più uno sport maledettamente chimico. E’ di oggi la notizia di Riccardo Riccò, italiano di Modena, trovato positivo al doping (tracce di eritropoietina) e in stato di fermo. Tutta la sua squadra, la Saunier Duval, si ritira dal tour De France.
Riccò è stato prelevato dalle forze dell’ordine dall’autobus della Saunier Duval, ed è stato fischiato dagli spettatori presenti sul posto. Nelle urine del corridore della Saunier Duval sarebbero state trovate tracce di eritropoietina di terza generazione. Riccò ha vinto già 2 tappe nel Tour de France attualmente in corso ed occupa la nona posizione in classifica generale.
Quello dello scalatore italiano della Saunier Duval è il terzo episodio del genere accertato al Tour de France 2008, dopo i casi degli spagnoli Manuel Beltran e Moises Duenas. La notizia ha indignato il presidente dell’Unione ciclistica internazionale, Pat McQuaid. «La mia reazione, ancora una volta, è di collera» ha detto McQuaid. «Questo prova che questi ragazzi vogliono ancora correre dei rischi», ha aggiunto. «Ora si dirà che tutti utilizzano la stessa sostanza e che qualcuno gliel’ha venduta. Io sono orgoglioso che questi corridori siano stati presi. Il Tour - ha chiuso McQuaid - deve andare avanti fino alla fine, fino a Parigi».
Francesco Moser, dimessosi un mese fa dalla presidenza del sindacato corridori, è incredulo. «Sono senza parole è meglio lasciar perdere tutto. Proprio non capisco perchè i corridori insistono con il doping. Oramai dovrebbero saperlo che se ti prendono sei finito». «Non si capisce più niente. È una cosa davvero incredibile - ha spiegato il vincitore del Giro d’Italia del 1984 - Stava facendo una grande corsa, entusiasmando i tifosi italiani. Spero con tutto il cuore che ci sia un errore. Non so come facciano i corridori, e specialmente i campioni, a rischiare ancora così tanto».
Ma chi è Riccardo? E’ nato a Sassuolo l’1 settembre 1983. Conquista la maglia tricolore ciclocross nel 2001 e si laurea campione italiano su strada under 23 nel 2004. Nel 2006 diventa professionista con la Saunier Duval Prodir, a cui è attualmente legato da un contratto fino al 2010, e nello stesso anno arrivano le prime vittorie come l’ultima tappa della «Settimana Internazionale di Coppi e Bartali» e la Japan Cup.
Riccò, a cui l’Uci riconosce che il livello ematocrito normale prodotto dal proprio corpo è regolare fino al valore 51, continua a farsi valere anche nella stagione successiva, aggiudicandosi una tappa alla Vuelta San Luis, in Argentina, e due frazioni nella Tirreno-Adriatico mentre nella Freccia Vallone chiude in quinta posizione.
Anche al suo primo Giro d’Italia il corridore emiliano fa parlare di sè vincendo la 15esima tappa, quella delle Tre Cime di Lavaredo, e in classifica generale finisce la corsa rosa al sesto posto, a sette minuti dal vincitore Danilo Di Luca. Ma è il 2008 l’anno della consacrazione di Riccò, scalatore atipico che molti paragonano a Pantani. Al 91° Giro d’Italia il talentuoso corridore della Saunier Duval fa sue la seconda e l’ottava frazione e rimane la principale minaccia per il vincitore Contador prima di doversi accontentare della seconda piazza nella classifica finale. Va al Tour de France dove continua a recitare un ruolo da protagonista, aggiudicandosi sesta e nona frazione, con il ct Ballerini che lo chiama per le Olimpiadi.
Dopo Pantani e tanti altri il ciclismo continua a fagocitare nello scandalo i suoi atleti. La domanda che in molti si pongono è: ha ancora senso continuare?
Di certo l’immagine evocativa di questa foto, lo spirito, la sana rivalità degli anni passati sono solo un ricordo.

2 risposte finora ↓
nonnacarina // Luglio 18, 2008 a 9:58 am
Ehi, io continuo a leggerti, ma sono un’abitudinaria, con WordPress non mi trovo a mio agio. Coma va?
titolando // Luglio 18, 2008 a 10:33 am
Benissimo! Spiegami il perchè in pvt magari ti posso aiutare ;-)!!!
Complimenti per la nomination!!!!
Anche io passo da te!
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