Titolando

Crisi finanziaria: gli interventi dei governi nazionali

Ottobre 11, 2008 · 3 Commenti

E’ stata la settimana paggiore che le borse finanziarie ricordino dagli anni 30. E, affermandolo, siamo ottimisti. Il peggio deve ancora venire: la parola recessione è stata sdoganata. Il FMI stima due anni di recessione per l’Italia. Gli altri paesi non se la passeranno certo meglio. Ma come i governi sono intervenuti? Le strategie attuate sono diverse, anche se, oggi si fa strada l’ipotesi di una partecipazione dello stato nelle banche.

Gli USA hanno stanziato un piano da 850 miliardi di dollari. Di questi, 150, saranno destinati ai tagli fiscali. Inoltre, fino a dicembre 2009 è previsto un aumento fino a 250 mila dillari del limite di garanzia pubblica sui depositi bancari.

Il governo tedesco garantisce in maniera illimitata i depositi presso le banche al dettaglio. L’ammontare è di circa 1.600 miliardi di euro. Ad oggi, i più garantiti sono i cittadini della GERMANIA.

L’INGHILTERRA ha varato un piano da 500 miliardi di sterline. Parte dei fondi andrà a ricapitalizzare le banche.

La FRANCIA creerà un ente statale in grado di garantire se una delle banche francesi si trovasse in difficoltà. Inoltre, è previsto un piano di finanziamento per favorire l’accesso al credito delle piccole e medie imprese per 22 miliardi.

L’IRLANDA è stato il primo stato a intridurre la garanzia totale sui depositi bancari. 400 miliardi di euro (due volte il pil del paese) sono stati investiti.

L’ISLANDA praticamente ha dichiarato fallimento. Ha nazionalizzato i tre maggiori gruppi bancari. Il governo ha preso un accordo con la Russia per 4 miliardi di euro e sta valutando di chiedere al Fondo Monetario Internazionale un aiuto per garantire i depositi.

La SPAGNA ha annunciato la creazione di un fondo di 30 miliardi che acquisterà titoli dalle banche spagnole per fornire loro liquidità (come gli USA per farla breve). Raddoppia, infine, il limite di garanzia sui depositi bancari.

Il GIAPPONE interviene con 4 mila miliardi di yen (29 miliardi di euro) per far fronte alla mancanza di liquidità.

La RUSSIA presterà 950 miliardi alle principali banche del paese per almeno 5 anni.

L’ITALIA, tramite decreto legge, fa si che il ministero dell’economia rilasci la garanzia statale a favore dei depositanti delle banche per un periodo di 3 anni.

La prospettiva più interessante, al momento, anche perchè peculiare, E’ QUELLA DEL VENEZUELA. Il presidente venezuelano Hugo Chavez ha annunciato la creazione di una banca petrolifera internazionale come risposta alla crisi finanziaria globale. Chavez non ha però fornito dettagli e caratteristiche del progetto. Però ha annunciato di avere l’appoggio della Russia.

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Jorg Haider: vita, morte e miracoli… mancati

Ottobre 11, 2008 · 4 Commenti

Jorg Haider è morto. Presidente della sezione carinziana del FPO dal 1977 al 1983 è diventato segretario nazionale nel 1986. Questo fino al 2000. Nel 1989 fu eletto governatore della Carinzia. Dopo due anni fu costetto alle dimissioni er avere elogiato pubblicamente la politica socio-economica di Adolf Hitler.

D’altronde Haider è nato in una famiglia pesantemente coinvolta con il nazismo. Il padre era stato un funzionario del Terzo Reich. Alla base del successo politico del suo movimento dal malcontento della popolazione austriaca, causato dal forte consociativismo tra i partiti dell’ÖVP (Partito Popolare Austriaco) e del SPÖ (Partito Socialdemocratico Austriaco). Dopo la sconfitta del suo partito alle elezioni politiche del novembre 2002 si ritira dalla politica nazionale. Nel 2004, dopo il successo di Le Pen in Francia, ritorna sulla scena politica e ottiene il 42,5% dei voti in Carinzia. Ritorna governatore. Nel 2005 fonda, insieme ad altri membri del FPÖ, il nuovo partito Bündnis Zukunft Österreich (BZÖ, Alleanza per il futuro dell’Austria). Così viene espulso dal FPÖ. L’11 ottobre del 2008 è morto a causa di un incidente d’auto in Carinzia, nei pressi di Klagenfurt.

A 58 anni, all’1,15 stava guidando la sua auto ufficiale presso Lambichl, a sud di Klagenfurt, capitale della Carinzia di cui era governatore, allorché ha compiuto un’improvvisa sterzata nel corso di un sorpasso andando a cozzare contro un altro veicolo; quindi ne ha perso il controllo ed è uscito violentemente dalla carreggiata, dopo essersi ribaltato diverse volte. Secondo la polizia austriaca, Haider stava viaggiando a una velocità «nettamente più elevata» rispetto ai 70 km all’ora ammessi in quel tratto di strada.
Haider ha riportato lesioni gravissime alla testa e al torace, è stato portato in ospedale ma è deceduto durante il tragitto In giornata avrebbe dovuto partecipare a una riunione di famiglia per festeggiare il novantesimo compleanno della madre (foto1 - foto2 - video).

Queste sono le notizie che oggi appaiono sulle prime pagine dei giornali on line. In realtà, facendo ricerche mirate, si ottengono ben altri risultati che fanno emergere luci ed ombre di questo personaggio politico discusso non solo per “le sue idee” (che altro non erano che una rivisitazione del nazismo in versione soft), ma anche per altro.

Andando a cercare nelle pagine virtuali dei giornali mi imbatto in questa notizia che trova riscontro ovunque.

Il vizietto di Haider…
3/12/2007

VIENNA (3 dicembre) - Joerg Haider, il leader del partito di estrema destra Bzoe e goverantore della Carinzia è stato fotografato in discoteca in atteggiamenti teneri con dei ragazzini. Le foto scandalo stanno imperversando sulla stampa rosa austriaca (ma non solo), con tanto di strascico politico e richiesta di dimissioni. Le immagini mostrano il controverso governatore in atteggiamenti teneri con dei giovani in una discoteca.
Sette anni fa l’entrata nel governo conservatore a Vienna della Fpoe, il partito liberal nazionale di cui Haider è stato leader fino a un paio di anni fa, fu all’origine delle sanzioni dell’Ue contro l’Austria. L’attenzione dei media si concentra soprattutto sul fatto che nella discoteca fosse consentito il consumo di alcool anche a minori, un tema di grande attualità in Austria.I socialdemocratici (Spoe), all’opposizione nel Land, hanno chiesto le dimissioni di Haider. (fonte: la stampa)

Qua (link) potete trovare l’articolo del corriere.it in merito alla vicenda e a questo altro link trovate le foto pubblicate su repubblica.it.

E’ lecito piangere l’uomo, con le sue peculiarità, le sue idee e le sue presunte debolezze nascoste. Riconoscere le sue idee, e accettarle come “politicamente valide” ed “utili” alla società, è altra cosa. Si è perso un uomo che, sicuramente, mancherà alle persone che per lui nutrivano affetto. Di certo il mondo della politica non ha perso nulla, se non un nostalgico che, con una certa audacia, ha anticipato una deriva nazi-fascista, ha promosso la diffusione del razzismo e dell’odio, a momenti anche della violenza. Il tutto senza dare, tra l’altro, un esempio comportamentale coerente ed equilibrato a chi (perchè anche questo è lecito) lo condividesse.

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Scie chimiche: la parola al Generale Fabio Mini

Ottobre 10, 2008 · 3 Commenti

Chi fosse il Generale Fabio Bini l’ho scoperto in rete. In questo video vi spiegano chi è e lo intervistano. Il Generale parla di Guerra Ambientale.

Si parla di Haarp che lavora sulle onde ad alta frequenza. Si parla di scie chimiche. Si parla delle nuove forme di guerra tecnologica con impatto sul clima.

In questo video parla ripreso dalla tv arcoiris.

Questo è l’articolo che la scritto sulla rivista Limes. Questo è un suo articolo sull’Afghanistan.

Lo avete mai sentito parlare in una televisione nazionale? NO! Ci sarà un perchè? Se abitate tra l’Emilia, la Toscana, le Marche, l’Abruzzo e il Molise… alzate lo sguardo al cielo e osservate, al mattino, se le scie chimiche sono o meno sopra di voi!

Se volete leggere altri articoli scritti sulle scie chimiche andate nel campo ricerca a sinistra a scrivete “scie chimiche”.

Qui sotto vi mostro alcune foto delle scie chimiche viste da google heart

Islanda

Ancona

Toscana

Francia

Groenlandia

Se fossero scie di aerei ce ne sarebbero molte di più. Sono sempre visibili in paesi nato. Se alzate gli occhi le vedrete con molta probabilità sopra di voi. Vi siete mai chiesti cosa sono? FATELO! Anche perchè studi americani sostengono che provocano un morbo! Il Morgellons.

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Kennedy: nuovo ordine mondiale, società segrete, crisi economiche

Ottobre 9, 2008 · 7 Commenti

E’ evidente che il destino dell’uomo non è racchiuso nel significato di tre parole come “libertà, fraternità e uguaglianza”. Non lo è nel momento in cui il popolo non riesce a tutelare e a preservare il pensiero di individui capaci di creare visioni, speranze, sogni. Pensare, per poi di concretizzare. Nemmeno il popolo americano è riuscito a difendere l’unica vera mente innovativa che lo abbia rappresentato nel secolo scorso. Sto parlando di Kennedy, anzi dei Kennedy. Due fratelli diversi tra di loro, ma egualmente eccelsi per statura intellettuale e politica. 

Oggi il mondo va a rotoli e, oggi più che mai, non ce lo nascondiamo, un disegno si è compiuto. Chi conosce i meccanismi della finanza e dell’economia sa bene che nessuna crisi economico finanziaria può assumere i tratti di quella odierna senza un disegno precedente. Una crisi globale non è un evento occasionale. E’ un disegno preciso che trova realizzazione nella volontà di chi ha il potere di crearlo. Nessuna storia e nessuna contraddizione in merito. L’ingenuità lasciamola al post crisi che sarà duro e traumatico per ogni essere umano presene su questo pianeta. 

Cosa fare se non rimanere sbigottiti? C’è qualcosa da fare. C’è sempre qualcosa, un riferimento, un pensiero, un’idea che può svegliare. Oggi non abbiamo politici in grado di creare nella massa sogni, prospettive di un’ideale migliore di mondo. Non ci sono oggi politici del genere. Non ci sono non Italia, o in Francia, o in Inghilterra… non ci sono in nessun paese del mondo, occidentale e non.

In passato, tuttavia, qualcuno ce n’era. Quel qualcuno ha parlato e, attraverso le sue parole, un segnale, seppur ridotto a piccolo barlume, lo ha lasciato ancora oggi. E’ così che questo giorno, che rimarrà nella storia come inizio della prima recessione planetaria, voglio lasciare la testimonianza di persone che, in anni passati, hanno espresso pensieri e valutazioni attuali ancora oggi. Direi attuali più oggi che allora.

Il fatto di non essere stati in grado di difenderli è un errore che paghiamo e pagheremo nel tempo. 

 

Qualcuno ancora mi deve spiegare come è potuto accadere che da questi discorsi…

si sia arrivati a questi senza che nessuno battesse ciglio…

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Nuovo ordine mondiale: Bush, Banche, Crisi e Recessione

Ottobre 9, 2008 · Nessun Commento

Cosa è il nuovo ordine mondiale? Esistono diverse teorie in materia. Per alcuni è una nuova idea di mondo, di società e di economia. E’ una sorta di slogan politico, in sintesi, annunciato ufficialmente da presidente americano Bush senior, qualche anno fa. Il discorso venne pronunciato da Bush esattamente l’11 settembre 1991, dieci anni prima della caduta delle torri gemelle: “un mondo dove la legge dello stato, non quella della giungla governa il comportamento delle nazioni” (video). Per altri, invece, il nuovo ordine mondiale è alla base di un complotto ordito dagli illuminati. Chi sono gli illuminati? Sarebbero una loggia massonica che ha adepti nelle alte cariche degli stati di buona parte del mondo e che ordisce la trama di vicende criminali. Il loro obiettivo è il controllo dell’intera umanità (video). 

Al di là delle fantasia, più o meno reali, oggi questo termine è entrato nella testa di molti. Qualcosa di vero c’è. Io ne ho parlato in altri post che potrete cercare all’interno del blog. Tremonti ne parla ad Annozero. Il tutto nasce dal controllo dell’economia e dei media. Il signoraggio è uno strumento che le banche centrali, che emettono denaro, utilizzerebbero per tenere sotto controllo gli stati. Nei fatti li indebitano, emettendo moneta. In un minuto questo video spiega esattamente cosa è il signoraggio

Ora è evidente che l’attuale situazione economico finanziaria è dovuta anche dal comportamento delle banche. Le banche sono di fatto aziende private, non pubbliche. Anche le banche centrali, quelle che stampano i nostri soldi e decidono il loro valore, sono private. Il signoraggio è un sistema che arricchisce chi stampa moneta, indebita i governi, indebolisce la politica che di fatto non controlla assolutamente la politica monetaria.

Oggi gli stati, finalmente, nazionalizzano le banche. Ma quali banche? Quelle centrali che stampano moneta o le banche comuni? Stanno nazionalizzando le seconde e non le prime. Nel frattempo utilizzano i nostri soldi, pagati sotto forma di tasse, per garantire i soldi che noi abbiamo prestato loro. Al momento, i primi soggetti che hanno causato questo dissesto mondiale, non sono assolutamente toccati. Le banche centrali (o meglio chi possiede le banche centrali) hanno causato questo dissesto e nessuno le pone sul banco degli imputati. Sono gli stati a dover battere moneta, non privati che non hanno nemmeno un controvalore, ad esempio in oro, da tenere come garanzia del valore monetario emesso. Il che vuol dire che stampano carta straccia. 

Ma le questioni in gioco sono molte. Spiego da adesso dove voglio arrivare. Mi è capitato di vedere al Tgcom in onda su rete quattro un servizio in cui parla di una famiglia che, per evitare i sequestri, si è fatta impiantare un chip nella mano. Con il chip si potrà sempre sapere dove sono. Nessuno si sognerà di sequestrarli. E’ la terza volta che mi capita di sentire una notizia del genere. Allora, da oggi, ho deciso di impegnarmi maggiormente nel comunicare quali sono i rischi che si corrono nel credere alla stampa, non solo senza fonti, ma con messaggi che sanno più di “cavalli di troia” che non d’informazione.

Vi propongo una sintesi di un quadro ben più complesso che, all’inizio disarma, poi fa venire dubbi. Sono i dubbi che mettono in moto il cervello e lo spirito critico. Chi dubita e s’interroga è vivo. Premetto che sono in rete da giugno scorso, prima, dunque, dell’attuale crisi finanziaria. Buona visione!

Che il mondo sia guidato da logiche a noi poveri mortali inaccessibili lo sappiamo tutti. Che spesso crediamo di sapere ignorando è altrettanto vero. Che in molti non amano questo sistema pure. Regole, convenzioni, comportamenti, azioni… dubitate!

In fondo credereste a chi vi spiega i segnali stradali in questo modo?

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Profilattico: tu che ne sai?

Ottobre 9, 2008 · Nessun Commento

Questa testimonianza è pubblicata sul corriere.it e rappresenta una chiara dimostrazione di come la consuetudine basata su “false credenze” easy sia controproducente. E’ una testimonianza che i giovani non leggeranno sicuramente, visto che non leggono i giornali, nemmeno quelli on line. E’ una testimonianza che non verrà loro raccontata dai genitori, visto che spesso assumono i comportamenti che fanno paura proprio alla persona “testimone” di quanto raccontato. E’ una testimonianza che non verrà loro proposta nemmeno dalla scuola o dalle istituzioni.

In poche parole, gli esempi di vita vera e consapevole, non sono proposti al mondo d’oggi, se non in rare occasioni. Però dovrebbero!

Tra l’altro è una testimonianza che molti, in età compresa tra i 30 e i 40 anni possono confermare. Chi non ha amici o conoscenti che la pensano come viene raccontato nell’articolo?

Così si chiude l’articolo: “Guarda che anche tu sei normale, ma che ne sai delle persone con cui fai sesso, e di quelle con cui loro l’hanno fatto, e di come l’hanno fatto, eh, che ne sai?”

Domanda che troppo spesso ottiene o una risposta banale, evasiva, o un silenzio. Magari accompagnato da un sorriso di circostanza condito da imbarazzo. Non sono a favore dell’astinenza, tutt’altro, ma sono favorevole al sesso sicuro e sopratutto ad una corretta diffusione e divulgazione dell’educazione sessuale che, oggi, non può prescindere dalla trasmissione di informazione su malattie a “trasmissione sessiale” (scusate la voluta ripetizione) e sui modi con cui evitarle!

So bene che quando si parla di profilattico in Italia si parla erroneamente di interruzioni di gravidanze e di contraccezione. Non è solo quello. In nome della difesa di una vita “che nel momento in cui si fa sesso, ancora non esiste”, è solo potenziale, si permette il suicidio o l’assassinio della vita esistente, quindi l’unica reale. Così per difendere una vita che ancora non c’è si corre tranquillamente il rischio di interromperne due che invece esistono, respirano e quindi fanno sesso. Ciò è inconcepibile, amorale e folle.

Questo è il titolo Io, sieropositiva: Milano fa paura Sesso facile, tradimenti e ignoranza. Lo specialista Moroni: ogni giorno tre adulti si infettano in questa città. (cliccate e leggete).

Poi, se avete figli… fatevi un esame di coscienza e ponete rimedio alla scarsa capacità di proteggere le nuove generazioni di questo stato. Se non avete figli ma vi piace divertirvi, fatelo si, ma con la testa… cioè usando il preservativo!

Se avete dubbi fate il test o contattate una delle tante associazioni. Volendo c’è anche questo forum che qualche informazione in più, può darvela.

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Amore ti lascio: porto con me la metà della casa!

Ottobre 9, 2008 · 4 Commenti

La giornata di oggi non lascia spazio a chissà quali grandi notizie. Così vi propongono una “chicca” troppo simpatica. E’ successo in Cambogia che, un giorno, marito e moglie divorziassero.
La separazione di una coppia porta necessariamente ad una assegnazione dei beni. Della serie tu prendi questo e io prendo quello. Così capita anche per la casa, bene indivisibile, nella maggior parte dei casi. Normalmente uno dei due dice “ok me ne vado!”, oppure “la casa resta a me”. Uno sbatte la porta e l’altro sospira… almeno così ci hanno abituato.

Invece, in questo paese che non tutti conoscono, qualcosa di rivoluzionario è avvenuto. La coppia scoppia e separa tagliandola a metà la casa.

La donna ha scelto di rimanersene nella sua metà, al piano sopraelevato della casupola, mentre il marito ha deciso di trasportare la sua metà dall’altro lato del villaggio. È successo a Prey Veng, provincia 90 chilometri a est di Phnom Penh, in Cambogia.

Secondo i vicini, la coppia ha tagliato in due la vecchia abitazione perché era il modo più efficiente e meno costoso di dividere i proprio destini, in un Paese in cui le spese per il divorzio possono essere molto elevate. Come al solito i vicini da bravi impiccioni testimoniano: “Abbiamo tentato di convincerli e farli ragionare, considerato che erano sposati da più di quarant’anni, ma non ne hanno voluto sapere”.

Tuttavia, se vi sembrano due scoppiati simpaticamente eccezionali, aspettate a ridere compiaciuti. Come nelle migliori tradizioni: prima di ricostruire la metà mancante, il marito ha deciso di tornarsene a vivere con mamma e papà. Della serie ogni mondo è paese, che delusione!.

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Mara Carfagna: la Guzzanti mi sembra fragile mentalmente!

Ottobre 8, 2008 · 7 Commenti

Povera Guzzanti, descritta come una poveraccia, persona non solida e fragile mentalmente. A parlare è l’attuale Ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna a Matrix. Stasera in onda su canale 5. Il riferimento è ai fatti di Piazza Navona alla manifestazione No Cav Day. 

La Carfagna rincara la dose. Sostiene di essere cattolica e di conoscere il valore del perdono. Poi benevolmente si dichiara disposta a ritirare la citazione in giudizio, a patto che la Guzzanti scrivesse due righe di scuse. Cioè facesse pubblica ammenda per la sua sfrontatezza. 
Tuttavia la benevola ministra è poco ottimista sulla capacità di “scusarsi” della comica italiana. In fondo sparare sulla Carfagna è come sparare sulla Croce Rossa, lei stessa si definisce l’anello debole della catena. Conclude con l’affermazione: mai pensato di dimettermi.
Secondo il Ministro le intercettazioni telefoniche sarebbero state pilotate da una cabina di regia che avrebbe voluto le sue dimissioni. La Carfagna è invidiata dalle colleghe. Nonostante siano state in molte ad esprimere solidarietà nei suoi confronti, altrettante hanno taciuto. In sostanza tutta la bagarre sarebbe partita da “malelingue invidiose”.

Poi racconta di un Berlusconi ingenuo e piacione che ama fare battute galanti. Lui, a suo dire, sarebbe molto orgoglioso delle nuove leve parlamentari e lei le è molto grata perchè ha avuto il coraggio di investire sulla sua persona. Per questo lei sarà riconoscente al premier.

Così riporta un articolo pubblicato sul corriere dal titolo La Carfagna: La Guzzanti? Mi sembra fragile mentalmente!

Il Ministro è giovane ed inesperto e queste dichiarazioni lo dimostrano. In primis, ancora non ha spiegato al parlamento la sua posizione  in merito alla vicenda delle intercettazioni. Lei è un Ministro della Repubblica Italiana e, cattolica o meno, è sospettata di aver occupato la poltrona per “presunti” prestazioni sessuali. Il parlamento è la sede istituzionale in cui deve riferire. Poco importa che siano voci di gossip o meno. D’altronde si parla di intercettazioni telefoniche che, se esistono, dovrebbero essere rese pubbliche. E lei stessa dovrebbe chiedere la loro pubblicazione. Se non lo fa è perchè, forse, da qualche parte esistono realmente. Almeno ci lasci il beneficio del dubbio fino a prova contraria. 

Secondariamente, nessun ministro può replicare insultando la persona che l’attacca. Il ruolo istituzionale ha un valore etico e morale. Agli insulti i ministri dovrebbero saper rispondere con qualcosa di diverso, con qualche argomentazione, magari pungente e arguta, ma mai banale. 

In terzo luogo la Carfagna dichiara di saper perdonare in quanto cattolica. Altra gaffe clamorosa. Dove ha letto che il perdono è caratteristica prettamente “cattolica”? Un ebreo non sa perdonare? Un arabo? E un laico? Lei non è Ministro del Vaticano e la sua fede cattolica non è una qualità che conta quando parla l’istituzione italiana, che lei dovrebbe rappresentare nelle occasioni in cui si presenta pubblicamente.

Andiamo avanti? La Carfagna attacca le colleghe invidiose. Invidiose di cosa? Chi vuole intraprendere la carriera politica, caro ministro, da lei non ha nulla da apprendere! Chi ha taciuto, forse, è consapevole della sua inesperienza, della sua incapacità data, in primis, dalla scarsa formazione professionale che ha per ricoprire un ruolo così importante. 

Continuiamo… se voleva chiudere la vicenda, ha toppato clamorosamente. Parlare di malelingue che l’hanno screditata vuol dire insinuare che qualcuno, all’interno della maggioranza, voleva attaccarla per invidia e farla fuori. La domanda vien da se: a chi si riferisce? Forse alla Brambilla? La quale, nonostante la maggiore professionalità, non solo a livello politico, ma anche professionale privato, ha dovuto infuriarsi per ottenere un posto al governo? Ogni ipotesi diventa valida ed è lei ad aver avallato il prosieguo della vomitevole telenovela istituzionale.

Sul fatto che Berlusconi sia un uomo galante non ho dubbi. Spesso capita ai signori attempati e potenti di terza età, ormai al declino della loro vita sessuale, scadere in apprezzamenti a giovani fanciulle che hanno l’età delle loro figlie. In questo possiamo crederle. Tuttavia se Berlusconi ha voluto investire su di lei perchè non l’ha assunta in una delle sue molteplici aziende (magari per farle fare le ossa?), almeno non avrebbe fatto l’investimento a scapito delle tasche degli italiani. Lui investe, lui paga. Qui, in questa situazione, siamo noi italiani a pagarle lo stipendio. 

Infine, le ricordo che nessun italiano, dato l’attuale sistema elettorale, ha scritto il nome Mara Carfagna sulla scheda elettorale. Onde per cui, lei non può sapere quanta fiducia ha riscosso dagli italiani. Non è la sola, questo lo so bene, ma è un dato di fatto con il quale anche lei deve fare i conti. La fiducia di un parlamentare e membro del governo deve provenire dal popolo, dall’insieme dei cittadini che l’hanno votata e non dal capo partito di turno che decide chi piazzare a suo piacimento. Altra affermazione, la sua, tanto ingenua quanto inadeguata per una persona che, date le circostanza, almeno l’acb, il bignami della politica avrebbe dovuto leggerlo.

Siccome il suo stipendio è addebitato nelle casse dello stato, invece di andare a Matrix a fare chiacchiericcio da comare, aizzando una polemica dalla quale lei è già uscita sconfitta, vada in parlamento a riferire sulla sua posizione e su quanto il suo ministero sia frutto di Pari Opportunità, piuttosto che non di prestazioni sessuali orali non meglio identificabili, se non come “scappatelle presunte del premier”.

Altrimenti non si meravigli se, prima o poi, quando andrà a regolamentare il doloroso problema sociale della prostituzione, qualcuno si metta ad insinuare che lei abbia un conflitto di interessi. Più o meno come avviene a Berlusconi quando regolamenta settori dell’economia in cui le sue aziende sono coinvolte.

E mi scusi se, fino ad una sua dichiarazione istituzionale, nonostante la sua bellezza, provo un certo imbarazzo a pagare tasse che contribuiscono a finanziarle lo stipendio. Mi scusi anche se provo un certo imbarazzo da cattolico, sui generis, a vederla leggere in abiti impeccabili, passi della bibbia.

Mi scusi… ma non troppo, in fondo potrei essere un poveraccio instabile mentale, tanto quanto la Guzzanti!

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Barbara Berlusconi sul Timesonline: tra etica e “papà”

Ottobre 8, 2008 · 2 Commenti

Barbara Berlusconi poses after an interview in one of the Family residences in Milan

Vi propongo un articolo, anche simpatico, sulla crescita della fanciulla di casa Berlusconi. Una via di mezzo tra gossip, critica al papà e altro… siccome ritengo che le colpe dei padri non debbano ricadere sui figli… non commento. Anche se…

Barbara Berlusconi, with her tumbling blonde hair and air of a film star, emerges into a volley of paparazzi flashbulbs. While the scene has the trappings of a celebrity circus, the 24-year-old has, in fact, just attended a debate on “the role of business ethics in economic systems and the management of enterprises” at the Bocconi University. Ethics? Berlusconi?

Later, I put it to her that for the daughter of a man accused of abusing his power as Prime Minister and investigated for corruption to suggest that Italian business needs “ethical standards” is, er, slightly provocative. The Italian press evidently agrees, with one far-left paper noting that at a time when the defeated Italian Left is seen as ineffective, “the real opposition to Berlusconi is in his own home”.

“The conflict of interest issue needs regulation in this country, rules for correct conduct that must be applied and observed,” she says. “A return to ethics is the best answer to the current global financial crisis.”

Yes, but her father? “It is true that I am Berlusconi’s daughter, but this does not stop me being an independent person with a mind of my own. The Berlusconi name is esteemed by many, many people. A lot believe in him, many others feel a certain perplexity. I cannot deny my family origins. But I go my own way.”

We are in the Art Deco townhouse in Milan from which her father founded his business empire. In fact, we are in his study, a place few outsiders have visited. It is lined with his books, his sporting trophies, CDs and old-fashioned 78s. The walls are lined with Old Master views of Venice, some by Canaletto. “You see that hole in the middle of the conference table?” says Berlusconi (who refuses to sit in her father’s chair). “When we were little my sister Eleonora and I used to come down from the top floor where our bedrooms were, hide under the table during meetings, then pop up out of nowhere!” Did her father mind? “Oh, he was in on it. He thought it was great fun.”

When Berlusconi first talked about the need for ethics and “social responsibility” in business a couple of weeks ago she was dubbed a “leftwinger” and a “rebellious daughter” by the Italian press. Hardly surprising. Her father returned to power in May for the third time with a big majority, owns Italy’s three main commercial television stations and, as Prime Minister, has influence over RAI, the public broadcaster. He also owns a major publisher, Mondadori, Italy’s biggest advertising agency, Pubblitalia, and AC Milan football club. He has repeatedly clashed with Italy’s magistrates, whom he accuses of political bias against him, and as soon as he regained power he passed a law granting himself immunity from prosecution to try to scupper a trial in which he stands accused of bribing David Mills, his former tax lawyer and the estranged husband of Tessa Jowell, the Olympics Minister.

No matter. “When I began making public statements about conflict of interest,” says Berlusconi, “my father complimented me: ‘Barbara, what you said was true, I’m proud of you’.” In the Anglo-Saxon world, she says, “if you are the children of the prime minister or president, you must appear very close, very united, but it is all a bit surreal - a sort of front, a façade. We don’t have to do that, and nobody has asked me to do that. So I feel quite free to say what I think.”

Berlusconi is emerging as a future business leader in her own right. With some sons and daughters of Italy’s elite (including Francesca Versace, heir to the fashion house, and Geronimo La Russa, the son of Italy’s Defence Minister) she has set up Milano Young to “give the young a voice” and demand an injection of idealism into a corrupt and greedy world. It has enlisted the help of senior academics to organise the debate at the Bocconi, to delve into business ethics.

She has said in the past that she would like to help to run Mondadori, where she was an intern. Isn’t that a “conflict of interest”? “Oh, but it has a high degree of autonomy, although the majority share is my father’s. And the experience that I have, I have thanks to him. You have to put things on different levels. I am proud to be a Berlusconi. I thank my father for all that he has done for me.”

Berlusconi and her siblings (Luigi, 20, and Eleonora, 22) are the children of their father’s second marriage, to the former actress Veronica Lario, whom he met while still married to Carla dall’Oglio. He wed Lario in 1990. The children of his first marriage, Marina, 42, and Pier Silvio, 40, are senior executives in his Fininvest holding company and Mediaset TV empire, and Marina is on the board of Mediobanca, the heart of Milan’s financial power structure.Barbara is the first of Lario’s children to follow suit: she got a place on the Fininvest board five years ago, aged 19. But she is displaying the independent-mindedness of her mother, who has for years taken separate holidays from her husband, lives in her own mansion outside Milan and once hinted that she voted for the centre-left, not her husband’s Forza Italia party.

Berlusconi says her father “has always been a tireless worker, so never had much time to spend with the family. He came home on Sundays, so bringing up the family fell to my mother, an exceptional woman, extremely intelligent and well balanced. She has always fought for the family, and her own ideas and decisions.”

Berlusconi has a one-year-old son, Alessandro, by her partner Giorgio Valaguzza, a banker eight years her senior who works in London. They have an apartment in Milan and at weekends she goes to London with the baby or Valaguzza comes to Italy. When she is working or studying - she graduates next year in philosophy at the San Raffaele University in Milan - she leaves Alessandro with her mother “when I possibly can. I don’t like the idea of having children and not bringing them up yourself.”

At the Bocconi conference Maurizio Dallocchio, who holds the Lehman Brothers chair of management finance, quoted George Soros to the effect that businesses often pay only lip service to codes of conduct because they involve “significant costs”. Does she agree? “Absolutely. One of the reasons managers often do not apply ethical standards is that they are used to having to increase their turnover in the shortest time possible. The market itself forces them to focus on profit at the expense of long-term vision. There is a lot of selfishness and egoism.”

Greed and selfishness could hardly be more topical, she notes, though Milano Young began planning its campaign months ago. Are we witnessing a crisis of capitalism as such? “No, there are many reasons for the current crisis. In its origins capitalism was a force for moral good, it was based on healthy competition, but the rules of the game are no longer respected. It is all about selfishness, and at that point it is no longer true capitalism. The great ideologies have failed, and values have become fragmented. We are the post-ideological generation.”

So is there a danger that this vacuum will be filled by an authoritarian figure? The Italian Left and some Roman Catholics, after all, have accused the Government of right-wing authoritarianism for governing by special decree and cracking down on Gypsies and illegal immigrants. “I don’t see a danger of authoritarianism. We are not talking about dictatorship. But we need a strong government for reforms, especially labour market reforms, which Italy desperately needs but can’t manage to achieve.”

The problem, she says, is that people are bombarded with information but no longer know what to believe. “You read one thing in one newspaper and the exact opposite in another. I am not talking about opinion and comment, but about the news itself. The same news is reported in completely different ways. This leads to a lack of trust in anything anyone says or proposes, a feeling of insecurity and uncertainty.”

Italy’s problems are compounded, she says, by the lack of a meritocracy. “Everything still works on personal ‘recommendation’; young people who deserve a job don’t get it if they don’t know the right people. People who don’t work properly still keep jobs for life. Protection of workers is of the highest importance, but it makes the whole labour market much too static.”

Berlusconi hit the headlines before she made her stance on ethics. In Paris in 2001 she was photographed leaving a debs ball dressed in Chanel, and two years ago her father was said to have paid €20,000 (£15,000) to keep a photograph of her outside a Milan nightclub out of the papers. It’s a sign of her maturity that the tongue stud mentioned in an Italian newspaper three years ago has gone. “It is amazing how much one changes in such a short time,” she says. “I see the world in a different way now. I’ve grown up.”

Basta che non cresci come tuo padre!

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Scuola, riforma e discriminazione professionale: l’insegnate di religione

Ottobre 8, 2008 · 7 Commenti

“In Italia si governa, come in tutte le democrazie parlamentari, con leggi discusse e approvate dalle Camere - scrive Napolitano - nei modi e nei tempi previsti dai rispettivi regolamenti e solo in casi di straordinaria necessità e urgenza con decreti”. Queste sono le Parole di Napolitano pubblicate su repubblica.it.

Infatti, subito smentite, proprio oggi viene approvato il progetto Gelmini, con esso la riforma della scuola pubblica attraverso un “non dibattito parlamentare, che prende il nome di decreto. La riforma della scuola pubblica è urgente? Non credo. E’ urgente solo in funzione di indicatori di bilancio, onde per cui la cultura e le prospettive di crescita professionale e sociale dei giovani italiani vengono piegate a mere vicende di cassa.

Mentre il Governo Italiano si appresta all’ennesimo scempio, finalmente arriva una prima risposta dall’Unione Europea sul tema degli insegnanti di religione. Scandalo del mercato del lavoro, tutto italiano, sapientemente gestito dal connubio political-mafioso tra Stato e Vaticano.

In Italia diventa insegnante di religione chi ottiene il via libera del Vescovo (prassi in vigore dai Patti lateranensi del 1929). I patti lateranensi entrano in conflitto con le norme dell’Unione Europea. Il riferimento è alla direttiva comunitaria del 2000 contro la discriminazione che un lavoratore non può essere discriminato per ragioni “fondate sulla religione”. La parità di trattamento a prescindere dalla confessione è garantita anche dalla Dichiarazione universale dell’Onu, richiamata dal Trattato di Maastricht, e dalla Convenzione europea sui diritti dell’uomo. L’avallo vescovile rappresenta infatti una violazione delle regole comunitarie.

Ma non è solo questo il punto. Un qualsiasi insegnante deve: svolgere un corso di abilitazione di due anni e poi sperare di diventare precario. Nella scuola si entra così. Chi insegna religione, denuncia Bruxelles, deve solo ottenere la nomina vescovile.

Se anche i corsi sono stati per ora sospesi dal ministro Gelmini, la disparità resta, perché va da sé che un ateo o un non cattolico non può diventare docente di religione, con palese discriminazione rispetto a chi è credente.

C’è anche una disparità di trattamento economico. Gli insegnanti di religione prendono più soldi degli insegnanti delle altre materie. Lla giustizia italiana ha condannato il ministero dell’Istruzione a parificare lo stipendio di un professore che ha fatto ricorso aprendo la strada a nuove singole denunce (in Italia non esiste il ricorso collettivo).

Tuttavia, l’insegnante di religione rimane una eccezione privilegiata e peculiare nel panorama del mercato del lavoro italiano. Il tutto, discriminazioni comprese, avallate dalla Santa Sede, o se preferite dal Vaticano.

Così la direzione generale Affari sociali e pari opportunità della Commissione europea che a cavallo dell’estate ha chiesto una serie di informazioni al governo riservandosi di decidere sul caso solo quando avrà letto la risposta, attesa a breve. Non si tratta ancora di una procedura formale contro l’Italia, ma l’invio di un questionario significa che la Ue nutre seri dubbi sulla legalità della nostra legge.

Esattamente come avvenuto nel 2007, quando Bruxelles ha chiesto una serie di informazioni sui colossali sgravi fiscali accordati alla Chiesa. Un dossier, questo, ancora al vaglio della Commissione che, secondo diversi interlocutori, prende tempo viste le ingombranti pressioni politiche che spingono per un’archiviazione.

Speriamo che i privilegi vengano abbandonati a vantaggio di una vera eguaglianza di trattamento professionale! E una domanda sorge spontanea: Perchè imporre ai bambini il grembiule per “renderli tutti uguali” almeno nell’aspetto, quando dall’altra parte della cattedra hanno una chiara dimostrazione che “non è dall’uguaglianza e dalla personale capacità di crescita e di merito” che troveranno un “posto” nella società?

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